Grave attentato nella notte ad un peschereccio. L’esplosione di una bomba piazzata nei pressi della cabina di pilotaggio ha causato danni per oltre 20mila euro.
L’ordigno esplosivo, artigianale ma di media potenza e realizzato sicuramente da mani esperte, ha danneggiato notevolmente la zona del verricello e della cabina dell’imbarcazione ormeggiata nei pressi del mercato galleggiante del quartiere Tamburi di Taranto.
I danni provocati dall’esplosione hanno nello specifico provocato danni a sovrastrutture, verricello, fiancata e la cabina, lievi i danni all’apparato motore.
Sul posto i poliziotti della Squadra Volante della Questura dove ad attenderli c’era il proprietario del peschereccio che aveva subito l’attentato dinamitardo. Sono giunti anche gli agenti della Squadra Nautica e l’artificiere della Polizia di Stato, che, da un primo sopralluogo, ha stabilito che l’ordigno era stato posto sotto il verricello. I poliziotti hanno ricostruito il percorso fatto dal sabotatore e effettuato rilievi sull’imbarcazione. Sono in corso le indagini per far luce sull’episodio ma il proprietario del natante, Angelo Valentini di 56 anni ha detto agli investigatori di non aver subito di recente minacce.
Difficile è comprendere i motivi del gesto che piega l’attività del piccolo imprenditore e lascia a casa senza lavoro i marinai dell’imbarcazione usata per la pesca.
Nel porto pescherecci di Taranto c’è un precedente abbastanza recente.
A fine marzo dell’anno scorso si è inabissato nel giro di poche ore il peschereccio di Luciano Carriero, miticoltore. Il fatto è avvenuto nella notte tra venerdì 30 e sabato 31. L’imbarcazione lunga 15 metri e usata per la coltivazione delle cozze era ormeggiata di fronte al molo di Città vecchia quando qualcuno è salito sul natante (oppure lo ha avvicinato dall’acqua) e ha aperto un buco nello scafo provocando l’affondamento del mezzo. difficile è comprendere i motivi del gesto che piega l’attività del piccolo imprenditore e lascia a casa senza lavoro i marinai.