Basket

Il sogno americano di Marta Masoni

La tarantina del Cras giocherà e studierà per la California State University of Northridge, a Los Angeles

Marta Masoni all'Europeo Under 18 del 2011

Inizierà sabato prossimo il “sogno americano” di Marta Masoni.
Il 25 agosto, la cestista tarantina classe 1993, principale prodotto del vivaio del Cras degli ultimi vent’anni, prenderà infatti il volo per gli Usa, destinazione Los Angeles.
L’attende una prestigiosa esperienza alla California State University di Northridge (Csun), ateneo statunitense dove studierà Biologia (nel biennio, per poi completare gli studi per la laurea di Medicina) e nel contempo giocherà alle Northridge Matadors, la squadra inserita nella Big West Conference della Ncaa, il campionato statunitense dei “College”.
L’approdo di Marta negli Usa è il frutto di un’estate trascorsa nella difficile scelta di uno tra i tanti College che hanno chiesto la sua immatricolazione. I talenti scout l’hanno adocchiata nel 2011 ai Mondiali under 19 in Cile, ma decisivo è stato il contatto con  Lindsay Foster, assistent coach di Jason Flowers (head coach delle Matadors nominato allenatore dell’anno 2011-2012 della Conference) e soprattutto amica di Michelle Greco, la campionessa italo-americana del Cras.
«Ho scelto la California State University perché è a Los Angeles – ha spiegato al Corriere la giocatrice -  e perché la Flowers è venuta di persona a vedermi durante l’ultima stagione. La possibilità di continuare ad avere contatti con Michelle, uno dei miei “modelli”, seppure impegnata in un’altra università (la Ucla), è stata altrettanto determinante».
Il Mondiale cileno è stato una vetrina importante per l’ala di 183 cm. Ci è arrivata  con il gruppo di Giovanni Lucchesi che l’anno prima vinse il titolo europeo Under 18 e che già nel 2008 era stato argento nella categoria Under 16.
La lunga  “trafila” azzurra così notevole e scintillante, iniziata nel 2007 nell’Under 15, si è rivelata determinante per i talent scout sguinzagliati in Sudamerica dai vari college. Ma la Masoni, a 19 anni, vanta già tanta esperienza in A1, dove fu lanciata  nel 2007-2008 da coach Aldo Corno;   è da considerare importante anche il biennio trascorso nel College Italia (2009-2010 in B d’Eccellenza, 2010-2011 in A2, con Stella Campobasso alla guida), la squadra giovanile creata  dalla Fip. Ha fatto parte dei roster  del Cras di coach Ricchini che hanno vinto lo scudetto del 2008-2009 e del 2011-12, stagione in cui Marta ha anche debuttato in Eurolega.
Coach Flowers, sul sito ufficiale dei Northridge Matadors (college che si occupa di sette sport maschili e nove femminili), parla di lei come di «una giocatrice dotata di versatilità ed esperienza, un’ala di buone dimensioni e capace di un buon tiro da fuori».
Marta, dopo un’estate trascorsa a sostenere esami di inglese, a preparare fardelli di documenti, al momento antepone  la carriera universitaria a quella sportiva: «Per me è una grande occasione per crescere in un’altra dimensione di vita. L’America è culturalmente molto lontana dall’Europa. Un’esperienza che mi affascina e un po’ mi spaventa, perché sarò dall’altra parte del mondo. Ma bisogna pur provarla. Sono interessata soprattutto al discorso universitario: gli studi verranno sempre prima del basket».
Da “freshman”, matricola, del resto, dovrà mettersi in lista d’attesa. «Cercherò di sfruttare le occasioni che il coaching staff vorrà darmi», risponde con tranquillità. Potrebbero essere maggiori di quelle avute nell’ultima stagione in rossoblù, nella quale ha avuto poco spazio. Ma Marta non ha alcun rimpianto: «La mia esperienza l’ho fatta, rapportata alla mia età. Ho compreso che non potevo trovare molto spazio in un roster fortissimo, che puntava allo scudetto».
Quattro anni in Usa non sono pochi, ma neanche tanti, se trascorsi “a tutto tondo”. «Mi mancheranno Taranto, l’Italia, la famiglia, gli affetti, ma ho fatto una scelta perché sono motivata. Voglio arrivare a laurearmi,  tra un anno tirerò un bilancio e deciderò se continuare. Lavorare lì dopo la laurea? Non ci sto pensando, al momento, stabilirmi  negli Usa non è il mio sogno, sono legata  all’Italia».
Il sogno americano è solo agli inizi. E andrà coltivato giorno dopo giorno, nelle aule di Northridge e sui campi della Ncaa. Good luck, Marta.

lunedì, 20 ago 2012 - 12:01

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