Futuri introiti troppo bassi per il Comune: Gugliotti pensa di rimettere in discussione la convenzione del 2007

Castellaneta, l’eolico sorprende anche il sindaco: «Pronto a rivedere la royalty»

CASTELLANETA – Il più sorpreso di tutti, leggendo sul Corriere che il vento di Castellaneta soffierà milioni di euro in Svizzera, è proprio il neo sindaco Giovanni Gugliotti. Che punta i piedi e vuol vederci chiaro: «Voglio leggere le carte e poi deciderò».
Non dovrebbe essere difficile trovarle, le carte, visto che stanno negli uffici comunali dal 2007. Lì in qualche cassetto polveroso c’è una delibera firmata dall’allora commissario prefettizio in cui si dà il via libera alla convenzione tra Comune e Green Engineering & Consulting, parte integrante del procedimento col quale la Regione Puglia ha successivamente autorizzato, nei primi mesi del 2009, la realizzazione delle 28 torri eoliche. Un progetto che in questi giorni d’estate sta divenendo realtà e che, nel frattempo, è passato più volte di mano sino a raggiungere il Cantone svizzero di Berna, dove ha sede la Bkw Ag. La società bernese è controllata al 52% proprio dall’autorità cantonale e ha tra i suoi azionisti (7,03%) il gruppo tedesco E.On, colosso mondiale dell’energia.
Ma non è certo la “globalizzazione” del vento castellanetano ciò che ha fatto rizzare le orecchie al primo cittadino, quanto il fatto che la royalty prevista nella convenzione – il 2,5% dell’energia prodotta – sarebbe al netto dei certificati verdi che entreranno nel futuro e corposo fatturato del parco eolico. «Se è così – ha detto Gugliotti – sono pronto a rimettere tutto il discussione, convocando il Consiglio e vedendo ciò che è possibile fare». Insomma, il sindaco si è fatto i conti in tasca e si è accorto che non tornano. Troppo bassa quella royalty rispetto a quanto sarebbe stato possibile incassare, almeno il 2-3% sull’intero fatturato, stimabile in circa 30 milioni di euro l’anno: dunque almeno 600-900mila euro invece di circa 280mila.
Un bell’affare per gli svizzeri che hanno acquisito gli impianti, un po’ meno per la comunità che li ospita e nella quale negli anni scorsi si era sviluppato un acceso dibattito sull’opportunità d’avere una “foresta d’acciaio” ai piedi della Murgia. Argomento sensibile per un ambientalista della prima ora come Basilio Solazzo: «Ci avevano promesso il Parco delle Gravine, invece è arrivato prima quello eolico…».
Ma a far riflettere gli amministratori castellanetani dovrebbe bastare dare un’occhiata alle Linee Guida per l’Autorizzazione degli Impianti Alimentati da Fonti Rinnovabili (Decreto Ministero Sviluppo Economico del 10 settembre 2010) che disciplinano le compensazioni ambientali fissandone il limite al 3% del fatturato e sottoponendone la valutazione all’approvazione della conferenza dei servizi. Quel limite, nel 2007, ovviamente non c’era. Ma allora in Comune nessuno (?) sapeva che, in futuro, l’eolico si sarebbe trasformato in una “cantonata”…

 

Massimo D’Onofrio

domenica, 19 ago 2012 - 14:54

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