Scontro aperto sul campo delle ciminiere sotto sequestro. Tamburrano, sindaco di Massafra, ovvero uno dei paesi già decretati a «rischio» – nell’area che comprende anche Taranto, Montemesola, Statte e Crispiano – si pone una domanda semplice dal peso specifico elevato. Un classico della letteratura politica locale: perchè decide Bari quanto si tratta di Taranto?
«Non si può accettare che la cabina di regia sulle bonifiche sia stata istituita a Bari. Non è una questione campanilistica. Dopo anni di disastro ambientale, occupazionale ed economico subìto da Taranto, entra in scena la Regione e sposta a Bari la centrale delle decisioni».
Tamburrano, che affronta il tema accanto all’ex sindaco di Laterza, Giuseppe Cristella, ritiene che sulle correzioni di tiro da calibrare, sulle bonifiche dei territori inquinati, sulla destinazione dei fondi erogati (pochi ma liquidi) debbano decidere – tutti assieme - gli attori istituzionali tarantini. E soprattutto a Taranto.
Ma c’è un problema, secondo il capogruppo Pdl in Provincia. «Bari boccia la politica tarantina: è evidente. Gli enti locali, ovvero chi oggi li rappresenta, non risultano all’altezza del ruolo che il momento richiede. A Bari, la politica tarantina vale meno di zero. E questo è un danno per la città e per le istituzioni».
Tamburrano, sindaco azzurro, chiede che delle bonifiche e di tutto quanto entrerà in scena nel teatro della riconversione (?) si discuta a Taranto e non a Bari.
«Vendola e Nicastro vengano qui. Non si può allestire un tavolo a Bari senza gli attori del territorio. Mi riferisco ai sindaci, ai sindacati, agli industriali, gli ambientalisti che non strumentalizzano. Dovrebbero essere tutti parte integrante di una cabina di regia rappresentativa della città. É pur vero che oggi, alla testa, non c’è un coordinatore politico adeguato. E questo è un dramma».
Tamburrano si riferisce a sindaco e presidente della Provincia. L’attacco è diretto. «Florido e Stefàno sono inadeguati al momento politico che Taranto sta affrontando. Sono attori non protagonisti di un passaggio epocale. Clini rappresenta l’attenzione del Governo e la Regione cerca di supplire all’assenza di Comune e Provincia. Non posso accettarlo come sindaco di un paese che attende segnali alle porte di Taranto. Mi chiedo dove siano il Comune capoluogo e la Provincia. A loro va bene che a decidere sul nostro futuro sia Bari? Nessuno ci ha convocati. Eppure, i paesi dell’area a rischio ambientale sono quattro, capoluogo a parte. L’azione politico-istituzionale carente. E giacchè siamo in tema – aggiunge Tamburrano – anche il mio partito è assente. Il Pdl non c’è in questa vicenda, così come gli altri partiti. La politica tarantina è inadeguata. L’ordinanza del gip ha dato la sveglia a tutti ma la politica continua a viaggiare col suo passo stanco. Non c’è autorevolezza: io non ci voglio stare tra questi attori non protagonisti. La gente è molto più reattiva di chi ritiene di poterla rappresentare. A Taranto il dibattito è attivo ma alle urne il calo progressivo è spaventoso. Stefàno e Florido si chiedano il perchè. Intanto, Taranto è commissariata» chiude Tamburrano, aprendo un nuovo fronte.