LONDRA – La maratona femminile parla etiope. Ai Giochi Olimpici di Londra trionfa, con tanto di record olimpico (2h23’07″), Tiky Gelana, davanti alla keniana Priscah Jeptoo (2h23’12″), argento come ai Mondiali di Daegu 2011, e all’ex siepista russa Tatyana Petrova (2h23’29″).
Fuori dal podio la keniana, primatista mondiale di mezza maratona e leader indiscussa delle ultime due edizioni della maratona di Londra, Mary Keitany, quarta in 2h23’56″, mentre è finita addirittura ventesima la connazionale iridata Edna Kiplagat (2h27’52″).
In un percorso dallo sfondo suggestivo, con partenza e arrivo al The Mall con vista su Buckingham Palace (rottura con la tradizione che fissa il traguardo allo stadio olimpico), con le atlete che passano dalla Tower of London e dal Victoria Memorial, l’Italia fa comunque la sua bella figura grazie alla primatista azzurra Valeria Straneo, ottava in 2h25’27″.
La 36enne alessandrina, sorprendente rivelazione delle ultime due stagioni, si è subito contraddistinta con una condotta di gara coraggiosa sui 42,195 km del tracciato londinese che fino al giro di boa (1h13’13″) l’hanno vista pilotare, sotto la pioggia battente, il gruppo delle battistrada.
Poi lo spietato allungo delle atlete africane che ha iniziato a fare selezione con l’epilogo finale che ha assegnato la medaglia d’oro a Tiky Gelana.
Appaiate, ma più indietro, le altre due azzurre: la palermitana campionessa europea Anna Incerti, 29esima in 2h29’38″, e la crispianese Rosaria “Rosalba” Console, 30esima in 2h30’09″.
La Straneo, portacolori del Runner Team 99, è stata la quarta delle atlete europee al traguardo dopo la russa Petrova, l’ucraina Gamera-Shmyrko (quinta) e la portoghese Augusto (settima).
A livello statistico, diventa la terza italiana della storia ad ottenere un piazzamento tra le prime otto alla maratona dei Giochi Olimpici, meglio di lei ha fatto solo Laura Fogli, sesta a Seul 1988 dove Maria Curatolo era giunta ottava. L’azzurra ha corso la seconda metà di gara in 1h12’14″ con un parziale da 33’35″ tra il 20^ e il 30^ km.
«Sono contentissima – racconta raggiante Valeria a fine gara – speravo di entrare nelle prime dieci et… voilà! Nei chilometri finali ho avuto qualche problema di dissenteria, sono stata malissimo ed ero sul punto di fermarmi, ma avevo appena superato un’avversaria e non volevo farmi rimontare. Ho stretto i denti e sono andata avanti. Penso di aver fatto una bella gara, per la prima volta ho corso “a sensazioni” senza troppi riferimenti. Il percorso, malgrado le curve, mi è sembrato abbastanza scorrevole. Nella prima parte di gara mi sono messa davanti, perché non mi piace correre in mezzo al gruppo con il rischio di prendere calci e cadere, e poi sentivo di poter tranquillamente seguire quel ritmo ed ho fatto la mia parte. Sono soddisfatta».
Stato d’animo comprensibilmente diverso quello di Anna Incerti. «Mi aspettavo sicuramente meglio. Mai maratona fu più dura. Sono arrivata al traguardo solo perché era la maratona olimpica e ho impiegato tanto tempo per prepararla, ma purtroppo ho sbagliato proprio questa gara».
«Non so che cosa mi sia potuto succedere, fin dall’inizio ho fatto fatica ad assecondare questi continui tiri e molla», aggiunge la siciliana.
Non c’è amarezza nelle parole di Rosalba Console al termine della “fatica olimpica”. La finanziera crispianese che a dicembre compirà 33 anni non era giunta a Londra per vincere una medaglia, l’obiettivo di migliorare il 16° posto del 2004 è stato fallito, ma va bene lo stesso.
«Io tutto sommato sono abbastanza contenta – ha detto nella mixed zone – malgrado una preparazione invernale che purtroppo non è andata come volevo. Ho fatto la mia gara abbastanza in rimonta, credevo di poter recuperare qualche altra posizione, ma oggi non ce l’ho fatta più di tanto».