Il Cipe (Comitato interministerale per la programmazione economica), ha deliberato «in un protocollo politico l’assegnazione dei fondi alla regione Puglia per la bonifica» dell’Ilva di Taranto. Lo ha annunciato il ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca intervenendo ad un dibattito dell’agenzia Adnkronos.
La notizia fa il paio con quanto deciso ieri a Bari nel corso degli incontri tra il ministro Corrado Clini, il governatore Nichi Vendola, l’Ilva ed i sindacati. Una tornata di riunioni che il presidente della Regione ha definito «intensa e produttiva». «Abbiamo avuto l’opportunità – ha spiegato Vendola – di riunire la cabina di regia con la presenza del Ministro Clini, del Sottosegretario De Vincenti, del Sindaco e del Presidente della Provincia di Taranto e della deputazione parlamentare. Ancora una volta l’unità della politica e l’unità delle istituzioni attorno ad un passaggio drammatico e difficile che può determinare, però, uno straordinario punto di riferimento per rendere non retorica l’espressione che dice: si può far diventare compatibile l’ambiente con l’industria e si può coniugare il diritto alla salute e il diritto al lavoro».
Secondo il presidente della Regione Puglia «il passaggio è molto stretto, tuttavia, se riusciremo a varcarlo, avremo costruito qui a Taranto una straordinaria sperimentazione di livello nazionale».
Nella prima parte della mattinata la discussione è stata incentrata su come attuare il Protocollo d’Intesa, sapendo che «i problemi della tempestività e dell’effettività della spesa – ha spiegato il governatore – sono problemi tipici del nostro Paese, ma non sono minimamente compatibili con un contesto così drammatico».
Per questo la Regione, insieme agli Enti locali e in accordo con i parlamentari pugliesi ha chiesto al Ministro Clini di potersi fare interprete, oggi al Consiglio dei Ministri, di una richiesta molto forte, che è quella di un Decreto Legge che indichi provvedimenti e modalità straordinarie per mettere in campo misure che diano attuazione al contenuto del Protocollo d’intesa. Gli uffici del Ministro si sono subito messi al lavoro per giudicare lo strumento più efficace e tempestivo: se quello di un Decreto Legge o quello di un’ordinanza di Protezione civile. «Noi riteniamo – ha detto Vendola – che quella del Decreto Legge sia una via più percorribile».
Subito dopo l’incontro tra il Ministro Clini e le rappresentanze istituzionali , il Tavolo ha incontrato il presidente dell’Ilva Bruno Ferrante.
«Con l’Ilva – ha spiegato Vendola – abbiamo ragionato anche al netto dell’ordinanza del Gip. Un’interlocuzione avviata da lungo tempo e relativa non solo ai processi di ambientalizzazione che devono essere spinti e radicali, ma legata anche a quel monitoraggio in continuo nell’intero perimetro dello stabilimento industriale, che sono necessari non soltanto per dare a noi un quadro preciso ed esaustivo, ma anche per riconciliare l’Ilva con l’opinione pubblica».
All’interno di questo confronto, Vendola ha sollecitato i vertici dell’azienda a «mettere in campo tutti quei provvedimenti che possano essere utili a rimuovere quelle circostanze specifiche che hanno determinato una misura cautelare tanto aspra come quella del sequestro dell’area a caldo».
«Lo Stato è in campo – ha proseguito Vendola – per avviare il ciclo delle bonifiche, siamo stati in campo anche per quanto riguarda l’abbattimento drastico dei limiti delle emissioni degli inquinanti, bisogna però che oggi Ilva faccia i conti esattamente con la fotografia di tutti quegli elementi che vengono chiamati in causa come lesione del diritto alla vita e diritto alla salute».
Secondo il presidente della Regione «la disponibilità di Ilva, lo stile con cui si è posto nei nostri confronti il prefetto Ferrante e la disponibilità ad un dialogo pieno con le istituzioni ad accogliere senza riserve suggerimenti ed eventualmente prescrizioni e la disponibilità ad interloquire con un’ottica di grande responsabilità con la Procura della Repubblica di Taranto sono segnali che ci danno speranza. Noi vogliamo che Taranto possa respirare a pieni polmoni e che i lavoratori dell’Ilva possano tornare in una fabbrica certamente bonificata, messa in condizioni di operare con le migliori e più evolute tecnologie ambientali».
Il Presidente Vendola ha poi ringraziato pubblicamente il Ministro Clini «perché è sempre presente e perché offre un contributo molto competente e appassionato a questo Tavolo».