ROMA – Disco verde alla realizzazione della direttrice Napoli-Bari-Lecce-Taranto, inclusa la linea Potenza-Foggia, che prevede il raddoppio, potenziamento e velocizzazione dell’attuale linea ferroviaria sia per i passeggeri che per le merci. Un’opera, il cui costo complessivo si attesta a 7,116 miliardi di euro di cui 3,5 miliardi già provvisti di copertura, che consentirà di abbattere i tempi di percorrenza di 48 minuti, passando dagli attuali 218 minuti a 170 minuti. A dare il via libera all’opera, i cui lavori principali partiranno nel 2015 per concludersi nel 2022, è stato il Contratto istituzionale di Sviluppo, firmato, questa mattina, dal ministro per la Coesione Territoriale, Fabrizio Barca, e il viceministro alle Infrastrutture e Trasporti, Mario Ciaccia, con il Governatore della Campania, Stefano Caldoro, e della Basilicata, Vito De Filippo, l’assessore al Turismo della Regione Puglia, Silvia Godelli, e l’amministratore delegato delle Fs Spa, Mauro Moretti, e l’ad di Rfi, Michele Elia. Il Contratto istituzionale di sviluppo (Cis) è stato istituito dal decreto legislativo 88/2011 che disciplina le risorse aggiuntive e gli interventi speciali per la rimozione di squilibri economici e sociali. E’ uno strumento innovativo ed efficace che prevede anche sanzioni in caso di inadempienza da parte dei soggetti interessati. E il Cis firmato oggi, dopo un processo di elaborazione e negoziato durato sei mesi, è il primo di una serie di contratti con i concessionari per le infrastrutture strategiche ferroviarie e stradali, Rfi e Anas. Tra le opere previste, ha spiegato Barca, ci sono le Reti Sarde, la Palermo-Catania, la Salerno-Reggio Calabria e la firma dei nuovi Cis è prevista entro l’anno.