CASTELLANETA – L’incompiuta.
È una dritta strada interpoderale e comunale, la 123, con sbocco sulla provinciale 113, in contrada Chiulli, un tempo terre d’oliveti e di frumenti, ma se “abitasse” in qualsiasi altrove, per i suoi 26 maestosi pini marittimi, secolari, di fusto “alto e schietto”, con una folta e regale chioma e con le sue pigne piene di saporiti pinoli, sarebbe una strada da cartolina. Ma nel tempo aveva maturato un difetto: le radici dei suoi 26 maestosi pini la dissestavano; ed ora ne ha un altro, dove stavano le radici c’è pietrisco e la cunetta è stata ostruita in corrispondenza d’ogni pino.
Per circa un chilometro la 123 è costeggiata dai pini, dalla fiancata di un acquedotto rurale e dalla cunetta con le sponde rinforzate da lastre di cemento e disseminata di tubi sotto i ponti che congiungono strada e terreni. Nel secolo scorso quella strada era attraversata da muli al traino e da braccianti a piedi, poi vennero le macchine, sempre più raffinate e sempre più fragili, poi vennero camion e trattori sempre più pesanti. Nel frattempo crescevano i pini, i suoi rami e le sue radici, ma se in superficie tronco e chioma erano sempre più belli e utili, le radici diventavano sempre più pericolose perché dissestavano la strada, e di tanto in tanto qualche macchina andava a “scorciarsi” sul canale o a “sedersi su un fianco nella cunetta. Le quattordici famiglie di residenti nella zona e tutti quelli che andavano a lavorare nei campi, proprietari, braccianti, compratori segnalavano il problema al sindaco: la strada era così malmessa che lo scuola bus non vi si avventurava e i genitori dei piccoli scolari dovevano accompagnare i loro figli sulla 113 e da lì andare a riprenderli.
Il sindaco Italo D’Alessandro non fu insensibile al problema e il 20 aprile ordinò la riparazione della strada, si trattava di romperla, tagliare le radici e riasfaltarla.
Il lavoro è stato fatto, ma all’italiana: incompiuto, manca il ripristino dei luoghi, doveroso in ogni riparazione. La strada, infatti, è stata tagliata per un paio di metri in prossimità di ogni pino, le radici sono state tagliate, ma, dicono al “Corriere” Giuseppe Rochira, agronomo, consigliere comunale e già candidato sindaco del “Patto per la città”, insieme con gli abitanti del posto, stiamo peggio di prima, perché la strada è rimasta dissestata, ora è a strisce bianco-grigie, asfaltata fra i pini, con polveroso pietrisco sotto di essi; inoltre la cunetta che la fiancheggia è stata usata come discarica delle radici tagliate e dell’asfalto rimosso per cui a una pioggia un po’ intensa strada e cunette diverrebbero un grave pericolo.
E spiega Rochira: questa cunetta è così vasta e rinforzata con lastre di cemento perché questo terreno è un bacino imbrifero, per cui è un vero e proprio canale di scolo sia nella Lama sia nella piana del fiume Lato di là dalla provinciale 113. Ora questa preziosa cunetta è stata ostruita in prossimità di ogni albero. Qui, anche una piccola alluvione creerebbe un lago, la strada diverrebbe intransitabile, la cunetta una continua trappola, i terreni si impregnerebbero d’acqua, il raccolto potrebbe andare perduto…
Noi, aggiunge Andrea Marchitelli, abitante del posto, abbiamo invano segnalato il problema al nuovo sindaco Giovanni Gugliotti; inascoltati, stiamo raccogliendo le firme.