Crisi Taranto: Papalia riflette fino a lunedì

Ancora 48 ore di riflessione. Ed è il segno delle difficoltà di allestire un sodalizio credibile dal punto di vista finanziario. Perchè la riunione di ieri sera del gruppo Papalia  non ha dato segnali di concretezza, ma ancora aumentato il grado di incertezza. I soldi sul tavolo sono insufficienti e i balbettiì degli ultimi giorni non si conciliano con i tempi stretti e lo scadenzario ormai pressante. Entro il 6 agosto, infatti, bisognerà avanzare la richiesta di affiliazione alla Figc, versando la fideiussione di 300.000 euro, oltre al progetto finanziario del sodalizio nascente.  Resta poco più di una settimana.
Una giornata cominciata con un incontro preliminare tra Papalia e Bongiovanni in mattinata. E’ stato lo spunto per un confronto prima della riunione del pomeriggio. Il socio “forte” ha voluto ribadire alcune perplessità sull’operazione nascente, remore che sono rimaste intatte anche nel confronto con gli altri componenti del gruppo di qualche ora successiva, tra cui esponenti della Fondazione Taras.  Alla fine anche Bongiovanni ha voluto prendersi anch’egli 48 di riflessione. Il motivo è nella composizione della cosiddetta cordata romana, allestita nell’ombra da Ermanno Pieroni e che avrebbe dei contorni ancora poco definiti. I nomi di Antonio Esposito e Manolo Bucci sono emersi in modo netto negli ultimi giorni, anche se i diretti interessati hanno smentito qualsiasi coinvolgimento. La realtà è che uno dei due imprenditori ha effettive mire sul Taranto, ma non si capisce ancora quale. A questo punto se c’è un interesse, quello resta tale anche dopo una comprensibile fuga di notizie.  Una cordata  che avrebbe garantito  un contributo  non superiore ai 500.000 euro. Non sarebbero arrivate pretese dal punto di vista organizzativo, ma solo avere una certa libertà nelle questioni propriamente calcistiche, come la scelta dell’allenatore e dei ruoli dirigenziali tecnici. Ma qui siamo ad un passo successivo, quello auspicabile di progetto ormai avviato. Purtroppo non è il caso qui trattato. La rinascita del calcio ionico appare ancora lontana. La serie D è una categoria agognata, ma poco sostenibile nell’attuale  quadro economico. Perchè, secondo quanto è filtrato dal summit avvenuto nella sede dell’Aci, Papalia avrebbe comunicato la raccolta di una somma di circa mezzo milione di euro. Ma una buona parte sarebbe sborsata proprio da Bongiovanni. Una quota che, alla luce delle perplessità maturate nelle ultime ore, ballerebbe pericolosamente, mettendo anche a repentaglio il buon esito dell’operazione.
Ora occorre creare il contatto tra il gruppo Papalia e la cordata dei romani. E l’operazione verrebbe condotta dai delegati del Comune, in particolare dal consigliere Francesco Cosa. Un fine settimana febbrile alla ricerca di quella composizione organica che possa garantire la tanto fatidica ripartenza. Perchè i tempi sono strettissimi e se ne rendono conto anche i protagonisti della vicenda. Al massimo martedì il sindaco Ippazio Stefàno, peraltro superimpegnato in questi giorni, dopo essere stato preventivamente edotto della situazione, dovrebbe nella più ottimistica delle previsioni prendere una decisione.  A meno, nel frattempo, e non spuntino altre opportunità. Aleggia sempre la pista Soget che, però, non avrebbe ancora manifestato ufficialmente un interessamento. Lunedì, quindi, dovrebbe essere finalmente la giornata decisiva. Anche perchè non ne restano molte altre. Cosa potrà succedere? L’unione delle due forze è la soluzione auspicata. Oppure la scelta di una cordata che intenda proseguire da sola. Tutto in ballo. Ancora.

sabato, 28 lug 2012 - 15:05

Ricerca personalizzata


  • Redazione