In quarantaquattro, tutti impiegati del Comune di Taranto, timbravano a turno i cartellini dei colleghi (divisi in vari gruppi) per consentire di arrivare in ritardo o uscire prima dal turno di lavoro o effettuare servizi personali pur risultando sempre in ufficio.
Un’indagine della Guardia di Finanza ha però posto fine alla truffa allo Stato ed all’ente pubblico. A finire nei guai anche un dirigente pro-tempore che avrebbe dovuto controllare la condotta degli impiegati.
Come spiegato in una conferenza stampa tenuta dal comandante provinciale della Guardia di Finanza di Taranto, colonnello Salvatore Paiano, dal dirigente del Gruppo della Guardia di Finanza di Taranto, maggiore Giuseppe Dell’Anna, e dal capitano Giuseppe Di Noi, le indagini sono partite a maggio del 2011 e con l’aiuto di pedinamenti, appostamenti e videoregistrazioni con una telecamera installata nella sede del Comune di via Plinio, i “Baschi Verdi” sono riusciti ad incastrare 45 persone tutte ora accusate di reato di truffa aggravata e continuata nonchè di false attestazioni. Ieri la conclusione delle indagini da parte del pm Enrico Bruschi e della Guardia di Finanza che ha notificato il provvedimento a tutti i coinvolti.
La truffa, secondo quanto appurato dagli investigatori, avveniva in maniera sistematica e quasi abitudinaria. Mini-gruppi di dipendenti si mettevano d’accordo per timbrare a turno i badge dei colleghi, da un minimo di due ad un massimo di 8 contemporaneamente. I cartellini, venivano lasciati appositamente negli uffici, chi arrivava per primo aveva il compito di raccogliere i badge dei colleghi e passarli nell’apparecchio marcatempo posto a pochi metri dall’ufficio del dirigente dell’Ufficio Sviluppo Economico. Ma ad essere coinvolti sarebbero i dipendenti anche di altri uffici presenti nello stesso palazzo di via Plinio o altre sedi.
Un particolare ha sorpreso gli investigatori: il fatto che la consuetudine di condotta irregolare fosse tollerata dagli impiegati risultati in regola. Dalle registrazione filmate risulta infatti che non pochi impiegati onesti abbiano assistito in più occasioni alle illegittimità messe in atto da altri colleghi. La timbratura di più cartellini veniva effettuata sotto gli occhi di testimoni che attendevano pazientemente il proprio turno in fila alle spalle di chi invece timbrava più badge. Tra le varie curiosità emerse c’è quella di un impiegato comunale che si assentava dal posto di lavoro, pur risultando presente, per gestire l’agriturismo di proprietà familiare.
L’operazione “anti-fannulloni” ha consentito di rilevare tre diverse condotte in quanto c’era chi faceva timbrare il proprio cartellino personale da altri per arrivare in servizio più tardi, chi invece timbrava l’entrata e poi usciva durante l’orario di lavoro per sbrigare mansioni personali ed infine chi timbrava in via Plinio pur essendo dipendente di un ufficio in altra sede, al fine di avvantaggiarsi sull’orario di timbratura del cartellino ed arrivare con tutta calma nella vera sede di lavoro.
La vicenda, hanno reso noto gli investigatori, avrà anche dei risvolti erariali per i quali sarà interessata la Corte dei Conti.