Un forte boato insieme con il frantumarsi dei vetri ha squarciato il silenzio della notte a Uggiano-Montefusco frazione di Manduria.
Ignoti alle 2 di mercoledì, in via delle Piscine, hanno collocato e fatto esplodere un ordigno artigianale di medio potenziale davanti all’abitazione di un agente di polizia, di circa 50 anni, in servizio al Commissariato di Manduria dove lo stesso ricopre l’incarico di assistente capo e svolge l’attività di operatore della Volante.
La deflagrazione ha divelto completamente la porta d’ingresso e provocato danni alla prima stanza adiacente rompendo le vetrate presenti e quelle delle abitazioni vicine e causando danni anche ai muri ed ai mobili. Un sopralluogo da parte di tecnici esperti avrebbe comunque assicurato l’agibilità di tutti i locali.
Fortunatamente non si sono registrati feriti grazie soprattutto al fatto che l’agente con la famiglia dormiva in camere da letto lontane dall’ingresso. Sebbene illesi, la paura per tutti i residenti della strada della piccola frazione è stata davvero tanta.
Letteralmente buttati giù dal letto in tanti si sono catapultati in strada, con il cuore in gola per l’agitazione ed il pericolo scampato, per capire cosa fosse successo.
Sul posto sono piombati gli agenti della Squadra Mobile, diretti dal vicequestore aggiunto Roberto Giuseppe Pititto, e della Polizia Scientifica e della Digos della Questura di Taranto, insieme con gli agenti del locale Commissariato diretti dal dottor Domenico Sammaruco. Immediatamente sono state avviate le indagini ed effettuati i rilievi per capire quali materiali esplodenti siano stati utilizzati per confezionare l’ordigno e quindi poter risalire agli eventuali autori di quello che al momento a tutta l’aria di un pesante avvertimento.
Via delle Piscine è stata chiusa al traffico veicolare per tutta la notte e l’intera mattinata di ieri per consentire agli investigatori di raccogliere ogni più piccolo elemento utile alle indagini.
Gli investigatori hanno ascoltato l’agente preso di mira ed i familiari nel tentativo di poter risalire all’identità di chi ha messo in atto un vile ed inquietante avvertimento a suon di bomba che poteva provocare per più gravi danni di quelli registrati. Nessuna pista viene tralasciata. Si indaga soprattutto sull’attività professionale dell’agente di Polizia che svolge servizio di controllo del territorio del versante orientale della provincia ionica ed in particolare a Manduria. Ma non viene esclusa nemmeno l’ipotesi di questioni di natura strettamente personale.
Intanto ieri mattina, il prefetto di Taranto Claudio Sammartino ha convocato in via straordinaria il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. La riunione (di cui riferiamo a pagina 3, ndr) ha visto la partecipazione del questore di Taranto, Enzo Giuseppe Mangini, e di tutti i capi dei Comandi provinciali di tutte le Forze dell’ordine per fare il punto delle indagini e stabilire le misure di sicurezza del territorio in risposta al grave attentato.
Il caso, per quanto inquietante, non è l’unico messo in atto nei confronti di un rappresentante delle forze dell’ordine. A memoria di giornalista circa un decennio fa ne fu messo in atto uno simile sempre ai danni di un agente di Polizia. Le indagini portarono ad accertare che il motivo dell’attentato intimidatorio era da ricercare in questioni legate all’ambito professionale.
E purtroppo un evento simile si è consumato a fine aprile scorso a Massafra dove nel mirino di possibili criminali della mala locale è finita l’auto, una Fiat Bravo, di proprietà di un ufficiale della Compagnia dei Carabinieri. Ignoti dopo aver cosparso il veicolo di benzina appiccarono il fuoco bruciando il veicolo parcheggiato davanti all’abitazione del militare dell’Arma.
(A. Caia.)