A distanza di un anno a Urmo Belsito, zona residenziale estiva sulla litoranea salentina tra Avetrana e Manduria, si sono vissuti momenti di paura per un vasto incendio protrattosi per oltre cinque ore e che alla fine ha distrutto 25 ettari tra macchia mediterranea, canneto e sterpaglia, e 5 di uliveto.
Le fiamme insieme con il fumo sono state notate intorno alle 8.30 da alcuni residenti della zona, che in questo periodo dell’anno si popola di migliaia di villeggianti, in gran parte tedeschi, svizzeri e norvegesi. Immediatamente è scattato l’allarme al “115” e sul posto sono giunti tre squadre dei Vigili del fuoco di Taranto e Manduria. La situazione è però subito apparsa preoccupante. La presenza di vento non ha infatti facilitato il lavoro dei vigili che hanno dovuto chiedere il supporto dei militari del Corpo Forestale, degli uomini della Protezione Civile e dell’Arif (l’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali) che ha provveduto all’invio di due Fire boss. Gli uomini a terra ed i due velivoli dall’alto, con lanci di liquido ritardante ed acqua, hanno dovuto lavorare sino alle 15.30 per riuscire a domare definitivamente l’incendio che, fortunatamente, rispetto ad un anno fa non si è avvicinato alla zona abitata.
Numerosi i focolai che hanno impegnato non poco gli operatori intervenuti sul posto. Ma alla fine le fiamme sono state spente.
I danni sono stati notevoli. Soprattutto se si aggiungono ai 25 ettari che già lo scorso anno furono distrutti da un altro incendio. Ma la paura, il 20 luglio di un anno fa, fu più forte poichè le alte fiamme arrivarono a circondare le ville abitate tanto da costringere i soccorritori ad evacuare numerose famiglie. Tutto si concluse, fortunatamente, senza conseguenze alle persone.
Intorno alle 15.30 un altro allarme incendio è scattato in viale del Tramonto dove il fuoco ha bruciato due ettari tra sterpaglie ed alberi. Mentre a Fragagnano si è temuto il peggio quando un incendio, causato copertone dato alle fiamme da uno sconosciuto, è stato visto bruciare in prossimità di un’azienda di calcestruzzi. Fortunatamente i danni sono stati limitati.
Ed intanto Minosse continua a “soffiare” i suoi venti caldi su tutta la provincia ionica. Secondo gli esperti si continuerà a boccheggiare anche oggi.
L’ondata di afa sembrava avesse accennato a diminuire nella giornata di venerdì, ma ieri c’è stato un rialzo delle temperature e del tasso dell’umidità che ha fatto percepire un calore più alto al corpo rispetto a quello reale. L’anticiclone africano continua quindi ad arroventare l’interno e le coste ioniche. Da domani, annunciano, gli esperti dovrebbe però esserci una tregua.