A tappe serrate. Emanuele Papalia ha scelto una strada impervia (anche più che suggestiva), ma non si è fermato un attimo. E adesso sta accelerando, perché il tempo si riduce ed è il momento di concretizzare. Quindi, dopo la riunione di venerdì sera e il rafforzamento delle intenzioni dei venti soci (o poco meno) che costituiranno la base ampia di partecipazione, è passato all’individuazione dei due soci “maggiori”. Perché la ripartizione, nell’ipotesi a più vasta adesione, è di 40 quote da 40mila euro (eventualmente intestate a un capofila, che poi può anche ripartirle a sua volta pur restando l’unico referente della società) e di due soci più grossi (con il dieci per cento a testa) con un investimento di 200mila euro. Hanno un nome entrambi, anche se ovviamente sono da sciogliere le riserve: uno è Tonio Bongiovanni, patron della Cooperativa Prisma e già presidente della Prisma Volley in serie A, l’altro è Antonio Flora, ex presidente di Barletta, Fasano e Fortis Trani.
Con Bongiovanni Papalia ha avuto un incontro nei giorni scorsi, incassando una disponibilità significativa. «Farò la mia parte – dice Bongiovanni -: tutti dovremmo impegnarci per questa città. Serve collaborazione ovunque, e serve nel calcio: Papalia lo ha capito e il suo impegno è eccezionale». Quello di Bongiovanni non è un “sì” immediato: è la sua disponibilità a parlarne e il tentativo di Papalia di convincerlo fino in fondo. Un’ottima base di partenza che si intreccia con l’incontro che proprio Papalia ha avuto ieri mattina a Castellaneta con Antonio Flora, imprenditore nel ramo della sanità privata: un appuntamento proficuo perché, a quanto riferito dallo stesso Papalia, Flora ha dato la sua disponibilità a intervenire. «Ora – ha detto il presidente del Consorzio Asi – l’ostacolo è il tempo». Intanto però l’aria si riempie di indiscrezioni: la presidenza andrebbe a Elisabetta Zelatore, ex vicepresidente e general manager della Prisma Volley (in “quota” Bongiovanni), l’allenatore sarebbe Giacomo Pettinicchio, con Francesco Latartara come secondo (in “quota” Flora, che deciderebbe anche il direttore sportivo). Per questo, però, occorre attendere l’incontro previsto tra i due, nei primi giorni della prossima settimana.
Contestualmente andrà sistemata la parte economica: tutte le “parole” incassate infatti devono diventare soldi e i due soci maggiori devono concretizzare il loro impegno. Così ci sarà un progetto da presentare all’Amministrazione comunale. E si vedrà.
Nel frattempo, in una lettera, Sergio Bruno, presidente dei Delfini Rossoblù (l’ex Paolo VI) ha chiesto al sindaco di poter utilizzare lo Iacovone per la prossima stagione. «Attualmente, in mancanza del Taranto, la nostra compagine (che milita in Promozione, ndr) è la prima squadra di questa città e potrei decidere di iscriverla in Eccellenza».