Taranto, ora Papalia accelera e pensa a Bongiovanni

Emanuele Papalia

Emanuele Papalia accelera, adesso. Dalla fase dei colloqui si passa a quella operativa: ieri ha incontrato alcuni dei potenziali soci della “squadra” che sta allestendo per ricostruire il calcio tarantino. Accantonato per un attimo il ciclo degli incontri a due e gli impegni verbali, ieri è stato il momento di tirare le prime somme: chi ha aderito alla proposta del presidente del Consorzio Asi era nello studio di Nico Bruni, per progettare l’adesione al progetto e cominciare a dare concretezza all’impegno: un gruppo di imprenditori e professionisti disposti a versare 40mila euro a testa, per costituire una larga base societaria, già esiste. Ci sono componenti, tra gli altri, come il presidente di Confindustria Enzo Cesareo, il presidente dell’Ance Taranto Antonio Marinaro, lo stesso Nico Bruni, l’ex consigliere comunale Fabrizio Pomes e anche il responsabile medico del Taranto “uscente” Guido Petrocelli. Ma soprattutto c’è l’idea di arrivare ai due milioni di euro previsti attraverso una via che rimane suggestiva: con quaranta soci che formerebbero la platea dei “minori” e due soci “forti”, che investirebbero 200mila euro. Di questi due soci, Papalia, ieri sera, di fronte a una ventina di persone, avrebbe tracciato l’identikit: «Un imprenditore impegnato nel sociale». E a Taranto tale definizione, legata allo sport, porta – il ragionamento è semplice, pur non essendo escluse sorprese – a Tonio Bongiovanni, che nello sport ha già investito (da presidente della Prisma Volley in A1) e che già anni fa fu tentato dall’ingresso nel mondo del calcio (poco prima dell’arrivo del gruppo-Papalia).
Quaranta soci per 40mila euro, due per 200mila euro: totale due milioni, la cifra fissata come ideale. Ma non è esclusa che si possa partire ugualmente, una volta incassato almeno l’ok dei due soci più grossi. Con Palazzo di Città il contatto di Papalia è costante, così come lo è per Massimo Giove, che ha incontrato Cataldino (consigliere delegato dal sindaco) mercoledì e che comunque conta di incontrarlo presto. Sta fermo al suo posto, invece, Gigi Blasi. Attende che il Comune si faccia avanti, ha bisogno della concessione pluriennale dello stadio per poter investire. Quindi spera che il passo lo facciano gli altri: partendo così da una posizione di forza.

sabato, 14 lug 2012 - 18:16

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