Intrecci, colloqui, riunioni. Ma i passi in avanti sono impercettibili. Anzi, verrebbe da dire che il piano di rilancio del calcio a Taranto è su posizioni stazionarie. E non è una buona notizia perchè il tempo passa e l’operazione condotta in prima persona da Emanuele Papalia, al momento la pista più accreditata, si sta leggermente impantanando. Quanto meno non riceve quegli impulsi fondamentali. Il summit di venerdì sera è stato piuttosto interlocutorio. Finora il progetto riceve numerosi consensi morali, minori sostegni di natura finanziaria. Si fa fatica, cioè, a porre una base economica solida. Il budget prefissato, o almeno auspicato, di due milioni di euro appare difficilmente raggiungibile. Papalia se ne sta accorgendo in queste ore, ma non si perde d’animo. La tela verrà tessuta anche nella prossima settimana, quella che in un modo o nell’altro dovrà fornire delle indicazioni più profonde. In questo momento, ma non è un discorso completamente chiuso, manca l’appoggio delle grandi forze imprenditoriali. Si rischia, quindi, di far partire un progetto meno ambizioso e più “umile”, compatibilmente con le risorse disponibili. Con qualche certezza dal punto di vista tecnico con il posto di allenatore già prenotato da Franco Dellisanti.
Ma, come si è potuto capire, sul tavolo del delegato Cataldino, non c’è solo l’opzione Papalia. Ad esempio resta sempre d’attualità la posizione di Gigi Blasi che attende gli sviluppi. La possibilità di una sinergia, in questo momento, appare complicata per la diversa impostazione concettuale dei due protagonisti. Ma la pista Blasi va sempre tenuta in considerazione perchè l’imprenditore manduriano ha risorse economiche e la determinazione giusta. Avrebbe anche allertato con alcuni contatti ex dirigenti della precedente fase presidenziale. Ma le condizioni richieste appaiono lontane dall’essere esaudite.
E poi c’è la terza ipotesi, da non sottovalutare, anche se finora fa fatica a materializzarsi. Quei piccoli abboccamenti con imprenditori di fuori Taranto che avrebbero sondato il terreno in attesa di capire se ci sono margini per un intervento sul territorio. Ma come si nota restiamo ancora nel campo delle supposizioni. Non esiste, per ora, un piano operativo in azione. Siamo ancora nella fase preliminare. Il tempo, però, passa. Il 19 luglio bisognerà seguire le indicazioni del Consiglio Federale per l’iscrizione in sovrannumero che presumibilmente avrà come scadenza l’8 o il 9 agosto. Tempo per allestire la squadra ci sarebbe. Ma in questo momento è l’ultimo dei pensieri.