«Le mie denunce in forma così clamorosa servono ad informare i cittadini e l’opinione pubblica sulla grave situazione ambientale della nostra città».
Lo afferma Fabio Matacchiera all’indomani della pubblicazione su queste stesse colonne di una relazione della direzione scientifica di Arpa Puglia. L’agenzia per la protezione ambientale ha spiegato che i casi di inquinamento denunciati nei recenti video del presidente del Fondo Antidiossina, sono ben noti da anni all’autorità di monitoraggio e controllo. «Questo lo so perfettamente – dice Matacchiera al Corriere – e voglio spiegare nella maniera più chiara possibile che le mie iniziative non hanno la finalità di aprire conflitti con l’Arpa. L’Agenzia per l’ambiente svolge i controlli e fornisce i dati ufficiali, questo è sacrosanto, nessuno lo contesta. Il compito degli ambientalisti è un altro e cioè quello di effettuare denunce e di portare l’opinione pubblica a conoscenza di situazioni molto gravi. Con i miei ultimi video penso di aver raggiunto questo risultato: tra YouTube, social network e altri siti che hanno lo hanno postato, il video ha totalizzato circa 200mila visualizzazioni. Quindi, lo ripeto: nessuna polemica con l’Arpa anche quando dice che il nostro metodo di prelievo dei sedimenti non è corretto. Anche questo è chiaro, soprattutto a chi, come me, da oltre vent’anni conduce battaglie sull’inquinamento del mare. In ogni caso, proprio perchè riconosciamo l’attività dell’Arpa, anche se avessimo effettuato i carotaggi si tratterebbe di dati non ufficiali».
Sull’argomento Matacchiera compie un’altra riflessione. «Abbiamo usato il sistema del retino – afferma – perchè in questo modo potremo verificare come e quanto è inquinato lo strato superficiale dei sedimenti marini ed è evidente che si tratta di un indicatore relativo a matrici inquinanti recenti, non remote come sostiene qualcuno».
L’ambientalista non si lascia sfuggire alcuna indiscrezione sull’esito dei campionamenti effettuati nello specchio di mare antistante gli scarichi Ilva in Mar Grande, ma qualcosa ce la dice. «Abbiamo già alcuni risultati – aggiunge -però attendiamo i responsi di un altro laboratorio».
L’impegno di Matacchiera in favore dell’ambiente non nasce oggi. Negli anni ’90 ha condotto un gran numero di battaglie con l’associazione “Caretta Caretta” di cui è stato fondatore. «Nel ’92 – ricorda – effettuammo carotaggi del sedimento marino e fummo i primi a parlare del pericolo benzo(a)pirene e idrocarburi policiclici aromatici (Ipa). Rammento questi episodi a beneficio di taluni ambientalisti dell’ultim’ora a cui, forse, danno fastidio la mia popolarità ed il fatto che non mi sono mai fatto legare dai lacci della politica. Ero, sono e sarò sempre un cosiddetto cane sciolto, pronto a denunciare ed a combattere in difesa dell’ambiente, dei continui attacchi e delle aggressioni cui è sottoposto il nostro territorio».