Basket

Cras iscritto alla A1, ma senza sponsor rinuncia

Lillo Basile e Mino D'Antona hanno ufficializzato la decisione alla stampa

La conferenza stampa di ieri mattina

E’ un primo passo, ma è ancora presto per sospirare di sollievo. Il Cras Basket Taranto si è iscritto ufficialmente al prossimo campionato di serie A1 (i termini scadevano ieri). La possibilità di difendere sul campo lo scudetto appena conquistato, però, non è ancora una certezza: la società è alla ricerca di uno sponsor primario per continuare l’attività con obiettivi ambiziosi. Altrimenti potrebbe ancora materializzarsi la rinuncia al massimo campionato e l’iscrizione ad un torneo minore (la serie B) per lanciare un nuovo progetto legato alle atlete più giovani.
Il presidente Angelo Basile e il vice Mino D’Antona hanno scelto la sede sociale del PalaMazzola per illustrare, ieri mattina, la situazione del club rossoblù. Un team in crisi ma in piena salute economica. E non è un paradosso.
LO SCENARIO – «Non abbiamo mai detto – sottolinea il presidente – che non ci saremmo iscritti al campionato. Abbiamo rinunciato all’Eurolega precisando che, rispetto ai giorni della finale scudetto, la situazione non è cambiata: siamo stati subito chiari, abbiamo chiarito che non abbiamo intenzione di continuare questa avventura da soli. Negli ultimi anni abbiamo accumulato soltanto promesse e siamo stati costretti a far fronte in prima persona a tutti gli impegni. Ora, però, non è più possibile: senza un main sponsor non possiamo andare avanti così».
La strategia è limpida: «L’iscrizione – prosegue Basile  – ci serve a guadagnare tempo. Stiamo continuando a lavorare senza sosta, in Italia e all’estero, per trovare i sostegni necessari. Da due mesi, negli uffici della mia azienda, non mi vedono più. Mi sto dedicando interamente al Cras: se non avremo le risposte che auspichiamo rinunceremo alla A1».
TECNICI E GIOCATRICI – Basile tiene a precisare un aspetto: «La nostra – evidenzia -  è una società sana. Non abbiamo un euro di debito. Ma per continuare a far vivere la “favola Cras” abbiamo bisogno di sostegni. Con il tecnico Ricchini e le atlete siamo stati chiari: chi è senza contratto è libero di accasarsi altrove. Non vogliamo avere responsabilità morali. Molte di loro, come Mahoney e Giauro, hanno deciso di attendere le nostre decisioni prima di andare via: un atteggiamento che ci ha fatto piacere. Diverso è il discorso per le giocatrici di nostra proprietà: Sottana, Panella, Gatti, Siccardi e Ballardini. Restano con noi, in attesa di novità».
MARKETING E FUTURO – La caccia allo sponsor resta la priorità: «Non è vero – osserva il massimo dirigente – che non sappiamo fare marketing. Per trovare aiuti economici stiamo utilizzando ogni strada, muovendoci a 360 gradi: ci siamo avvalsi anche di società esterne. Ma la crisi economica che attraversa il paese rende tutto più difficile. Molte aziende hanno deciso di non investire più nello sport».
Al più presto il Cras dovrà fornire una risposta definitiva sulla categoria da disputare. Entro un mese, comunque. L’allestimento del nuovo roster non preoccupa Lillo Basile: «E’ l’aspetto – spiega – che ci intimorisce di meno. Solo Schio e Parma si stanno muovendo sul mercato: per il resto tutto è fermo. Con uno sponsor a disposizione, allestire una squadra composta di quattro straniere e quattro italiane di buon livello non sarà mai un problema. Il tempo c’è».
IL PASSO INDIETRO – Basile e D’Antona, però, non vogliono restare in sella a tutti i costi. Pur di regalare un futuro radioso al Cras, sono anche disponibili a… defilarsi. «Se arrivasse un imprenditore – dicono in coro – in grado di rilevare tutto il pacchetto azionario, saremmo disponibili a farci da parte e a facilitare la svolta. Le cifre per sostenere un campionato di basket sono molto inferiori a quelle che servono per il calcio. Se c’è qualcuno pronto a sostituirci lo accoglieremo volentieri e diventeremo semplici tifosi, pronti ad acquistare l’abbonamento per sostenere la società».
QUESTIONE PALAZZETTO – Il PalaMazzola, intanto, la “casa del Cras” degli ultimi anni, sta per tornare nella piena disponibilità del Comune dopo la gestione del Coni e l’affidamento dei servizi al club ionico. «L’Amministrazione comunale – precisa Basile -  intende procedere ad un bando pubblico per la gestione. Nel frattempo, ci hanno chiesto di rimanere per la gestione provvisoria. Noi, però, in cambio, chiediamo un piccolo contributo. Aspettiamo risposte, altrimenti valuteremo altre ipotesi».
ISTITUZIONI E TERRITORIO – I rapporti con gli enti pubblici restano sullo sfondo, i dirigenti rossoblù non hanno intenzione di lanciare polemiche. «Il Cras – rimarca D’Antona – appartiene alla città, non è il nostro. E’ un punto d’orgoglio per tutti: il nostro scudetto ha elevato la posizione di Taranto nella classifica nazionale della vivibilità. Le istituzioni ci devono dare una mano: ma attenzione, non stiamo chiedendo l’elemosina. I politici e l’imprenditoria locale sanno perfettamente ciò di cui abbiamo bisogno: se nessuno ci darà una mano, sarà perché non avranno voluto darcela…».
SOTTANA E GODIN -  La conclusione permette chiarimenti di mercato. Per Sottana si è parlato di una partenza con sponda Schio e l’arrivo sullo Ionio di Cohen. Ipotesi che appare lontanissima. «La permanenza della nostra play – spiega Basile – non è legata ad alcuna clausola riguardante la disputa dell’Eurolega. E’ nostra: se volesse andar via, alla Famila o all’estero, dovrebbe pagare una penale». In arancione è arrivata Godin. «Voglio chiarire un aspetto – conclude il presidente – . Non ho criticato la scelta della francese di trasferirsi in Veneto. Contro di lei non ho nulla. Semplicemente sono rimasto sorpreso per l’evoluzione velocissima della trattativa».
Fin qui le parole di ieri. Il Cras attende lo sponsor risolvi-problemi: le trattative ci sono. Tante, pare. Che non riguarderebbero il gruppo austriaco Planet 365: Basile smentisce con decisione. La soluzione potrebbe essere… nei paraggi, ma bisogna far presto. Prima che le luci del grande basket si spengano…

venerdì, 6 lug 2012 - 13:20

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