Gianni Cataldino, a che punto è il suo lavoro di raccolta delle proposte per fare ripartire il calcio a Taranto?
«Il sindaco Ippazio Stefàno, peraltro molto impegnato in questo periodo nella costituzione della nuova Giunta, mi ha conferito questa delega per verificare la congruità delle proposte in merito ad un rilancio del calcio a Taranto. Ho avuto almeno due incontri nei giorni scorsi e altri ne avrò nei prossimi».
Quali sono le indicazioni che state seguendo nell’individuare un soggetto credibile?
«Dall’inizio di questa fase abbiamo sottolineato due aspetti importanti: il Comune non è in questo momento nelle condizioni economiche di fornire un contributo e il sindaco ha espressamente evidenziato come la squadra vada consegnata ad una società con basi molto solide. Nel frattempo noi ci stiamo muovendo per stabilire contatti con la Figc per un’eventuale ripartenza dalla serie D. Ma per fare questo è necessario prospettare una proposta concreta».
Qual è la tempistica per portare a termine questa operazione?
«I tempi sono abbastanza stretti, gli incontri vanno avanti. Ho provato a chiamare ad un contributo le forze attive della città. Una classe dirigente, e mi riferisco alla parte economica, deve dare prova di unità soprattutto in questi momento. Questa è una possibilità concreta e si può sfruttare. Comunque penso che nella prossima settimana possa delinearsi un quadro più chiaro. Poi spetterà sempre al sindaco decidere».
La pista rappresentata dal gruppo Papalia sembra piutto concreta. Che valutazione può darne?
«L’idea di Papalia mi sembra buona. Diciamo che è in fase di costruzione. Il sindaco, nel fornire le sue indicazioni, ha sempre detto di non guardare con pregiuzio a nessuna opportunità. La pista Papalia nasce dal territorio e mi sembra formate da forze sane. Sicuramente è una possibilità da seguire con attenzione».
La serie D come ovvio punto di ripartenza?
«Mi sembra il minimo. La mancata iscrizione è stata davvero una brutta tegola. Dobbiamo fare di tutto per ridare dignità allo sport della nostra città».