C’è tempo fino al 9 agosto eventualmente per l’iscrizione alla serie D. Un tempo teoricamente sufficiente per garantire un futuro al calcio rossoblù e preparare con cura la fase post-D’Addario. Ma ciò che sfugge è la necessità di dotarsi subito di un sodalizio che possa procedere all’affiliazione in Figc e ponga le basi per una stagione da pianificare con criterio.
La sensazione è che il Taranto faccia gola, ma a certe condizioni. Si alternano voci di coinvolgimenti e interessamenti. Bisogna lavorare molto per creare le premesse per una ripartenza della serie D. Sono emerse finora le piste che conducono all’ex presidente Luigi Blasi e al presidente del Consorzio Asi, Emanuele Papalia. Due strategie differenti all’origine: Blasi, malgrado la smentita al Corriere nell’edizione di ieri, sarebbe tentato dal grande rientro. E’ un’idea che balena, anche se attualmente ci sarebbero forti resistenze e condizioni che che l’imprenditore manduriano non gradisce. Papalia, invece, si sta facendo promotore di una condotta diamentralmente opposta. Non un singolo finanziatore, ma una cordata di forze locali con struttura piramidale. Papalia, in linea di massima, vorrebbe riproporre il medesimo progetto allestito nel 1998: una decina di imprenditori del territorio, un’apertura all’azionariato popolare e uno sforzo economico dosato. Due scenari che, per certi versi, sono emersi in modo più o meno chiaro. Poi entriamo nel campo delle indiscrezioni. Raccogliamo la confidenza che circola in città: la presunta offerta del presidente del Grottaglie, Giuseppe Ciracì del titolo sportivo biancazzurro, anche per spezzare una perdurante fase di stallo, che potrebbe portare ad una mancata iscrizione. Poi c’è una suggestione in un certo senso corroborata dal tweet del giornalista Ivan Zazzaroni e qui sotto inserito. Che, quindi, la piazza di Taranto possa allettare l’investimento di qualche facoltoso. Sarebbe sciocco illudere su attuali trattative in corso, ma la speranza di un’apertura di un simile filone non andrebbe dispersa. Una vicenda che vede protagonisti altri due soggetti: le istituzioni comunali e la Fondazione Taras. Il sindaco Stefàno, in questo momento, ha delegato l’ex vice-sindaco Gianni Cataldino che ha il compito di svolgendo l’opera di raccolta di tutte le proposte. Ieri proprio Cataldino avrebbe incontrato l’associazione dei tifosi, illustrando l’attuale scenario e possibili incontri con acquirenti sul punto di uscire allo scoperto. Proprio la Fondazione ha deciso di assumere un ruolo centrale, di sentinella in questa delicata fase di passaggio. Tutto nel nome della chiarezza e della trasparenza. Quella che è mancata negli ultimi mesi. Anche nelle ultime settimane.