Serie B, addio. Adesso è ufficiale. Non ci sono più spazi per sognare.
Il ricorso presentato da “Taranto Futura” al Tar del Lazio contro la penalizzazione di sei punti comminata al Taranto (a più riprese) nel corso della stagione per il mancato pagamento degli stipendi ai calciatori è stato bocciato: la classifica del girone A di Lega Pro resta invariata, Ternana prima e Taranto secondo.
Il ricorso è stato giudicato inammissibile, in via definitiva, dalla Sezione Terza Quater del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, “per difetto assoluto di giurisdizione quanto all’azione annullatoria”.
Le motivazioni della sentenza parlano chiaro. Ovvero: toccava al Taranto, eventualmente, la facoltà di ricorrere alla giustizia amministrativa e non ad una associazione privata di tifosi. E, in ogni caso, il club ionico avrebbe potuto ottenere un risarcimento e non l’annullamento della penalizzazione.
Il giudice amministrativo – precisa la sentenza – può occuparsi delle sanzioni inflitte a società e atleti solo “al fine di pronunciarsi sulla domanda risarcitoria proposta dal destinatario della sanzione”. Il ricorso di Taranto Futura, invece, “esula dalla giurisdizione del giudice amministrativo avendo la penalizzazione inflitta all’As Taranto natura sanzionatoria”.
Il Collegio – proseguono i giudici – è sollevato dalla verifica dell’ammissibilità del ricorso “in quanto proposto da tifosi singoli e associati e non dalla società sportiva che tale sanzione ha subito, la quale non ha impugnato la decisione”.
Il ricorso era stato presentato dall’avvocato Nicola Russo per conto di Valentino Gennarini, Nicola Russo, Comitato Taranto Futura, Associazione Tarantovola.it.
Lo stesso Nicola Russo, dopo un pomeriggio incredibile caratterizzato da notizie contrastanti sull’accoglimento del ricorso, commenta così la bocciatura: «Non ho ancora potuto leggere il dispositivo della sentenza – risponde, interpellato dal Corriere – . Ero in viaggio, posso soltanto esprimere una prima impressione: il difetto di giurisdizione mi sorprende, il Tar sembrerebbe rimangiarsi le decisioni precedenti sull’argomento. Voglio leggere, però, le motivazioni per valutare la possibilità e la fondatezza di un eventuale ed ulteriore ricorso».
Una cosa è certa: il ricorso doveva presentarlo il Taranto… «Ne sono convinto – conclude il legale – , sarebbe stato tutto diverso. Ognuno si assumerà la responsabilità di ciò che ha fatto o che ha evitato di fare».
Il sipario si chiude, la promozione resta un miraggio. In attesa di altri giorni da vivere con il cuore in gola…