Hanno fatto male le parole di Margaret Gonnella.
Il Cras non accetta le critiche della presidentessa regionale Fip e ribatte punto su punto ai rilievi mossi al nostro giornale sulla gestione del club.
Lo fa attraverso le parole di Lillo Basile, il quale si è sentito punto nel vivo e replica stizzito.
«Non posso prendere lezioni sulla gestione della mia società da una dirigente federale che ha poca esperienza a livello di club», è la prima affermazione.
Presidente, ha parlato sempre una dirigente Fip eletta dalle società pugliesi.
«Non mi riconosco in chi non apprezza i grandi risultati dei migliori club che rappresenta. Dovrebbe essere sempre orgogliosa di avere nella sua regione società come il Cras che vince quattro titoli in nove anni e il New Basket Brindisi che è salito in serie A maschile due volte negli ultimi tre anni. Ed entrambi hanno gestito le proprie risorse senza lasciare debiti, con una gestione sana».
Nessuno ha mai contestato la gestione dal punto di vista amministrativo. Gonnella ha solo posto l’indice su come distribuire le risorse. Dando più attenzione al settore giovanile.
«In questi anni abbiamo saputo distribuire le risorse meglio di quanto si pensi all’esterno. Compreso il settore giovanile. Che cifra? Sui 100mila euro, comprendendo istruttori, tasse-gara, trasferte per partecipare a tutti i campionati. Con il Cras e con la nostra società satellite, la De Florio».
Resta il fatto che restate fuori dal “grande giro” delle finali nazionali da un po’ di tempo.
«Qui bisogna fare una puntualizzazione. Non è facile costruire talenti se il bacino di utenza è limitato ad una città. Noi abbiamo oltre 200 giovani, coprendo anche il settore maschile. Se un talento c’è, prima o poi esce, come la nostra Masoni, ma è l’unica degli ultimi anni che ha mostrato di poter stare in A1. Le nostre squadre giovanili vincono ogni anno quasi tutti i titoli regionali, spesso disputiamo tali campionati anche con due squadre. E di nostri istruttori vanno nelle scuole per coinvolgere gli insegnanti di Educazione Fisica. Queste cose, probabilmente, la nostra presidentessa regionale non le sa. Non arriviamo lontano dopo le fasi regionali perché fuori dalla Puglia il livello è molto più alto. E non è colpa nostra. Intorno a noi non ci sono tanti club giovanili femminili, in provincia come in regione. E con quei pochi, le sinergie sono sempre difficili. La Gonnella, da presidente regionale, potrebbe proporre un maggiore coinvolgimento delle altre società nei confronti della nostra attività giovanile, la migliore in Puglia».
In altre regioni le sinergie esistono.
I bacini di utenza sono illimitati. Sesto e Como sfruttano le grandi metropoli che hanno vicino, stesso discorso per Venezia, Stelle Marine Ostia e S. Raffaele Roma».
Questione serie A1. Gonnella auspica un proseguimento dell’attività nella massima serie ed è contraria ad un’uscita di scena netta.
«Per fare la serie A1 occorrono minimo 5-600 mila euro, dipende spesso dalle distanze e noi siamo al sud. Chi parla di cifre inferiori non dice il vero, o magari non paga tutto correttamente e lascia debiti… Per cui, non voglio spendere tutti questi soldi per fare una partecipazione senza ambizioni, non rientra nel mio modo di interpretare lo sport. Voglio spendere per divertirmi e divertire la gente. Quando si perdono tante partite, ci si annoia soltanto».
Gonnella chiede un roster con qualche prodotto del vivaio in più.
«Far giocare più tarantine in roster? Si può fare in serie B. Abbiamo i numeri giusti. Per tale motivo, se non avremo un sostegno esterno sufficiente, preferiremo partire dalla serie inferiore. Come ha fatto lo scorso anno la Reyer Venezia, che è già tornata in A2».
Allora vi rivedremo in A1 da protagonisti?
«Dipende dal budget “esterno”, Stiamo lavorando tanto io, D’Antona, gli altri dirigenti, per dare ancora alla città, e alla Puglia, una realtà di cui essere solo orgogliosi».