Basket A1 donne

Cras, occorre spendere meglio le risorse

La presidente regionale Fip: "Bisogna investire di più sulle giovani e riunciare, se non c'è possibilità, ai grandi traguardi"

Margaret Gonnella premia Mario Buccoliero per lo scudetto 2010

Cras: Europa no, serie A1 forse. Il “giallo dell’estate” nel mondo sportivo tarantino tiene banco tra i media locali (almeno questi….) quasi al passo delle vicende pallonare del Taranto Calcio.
Tra intervistati e… autointervistati dal comunicato facile, le “ricette per uscire dalla crisi” si sprecano. Noi i pareri migliori continuiamo a chiederli agli esperti… in materia, i dirigenti di basket. Margaret Gonnella, ex giocatrice del Basket Bari e poi della Virtus, tra le creatrici dell’attuale squadra del capoluogo regionale, il Pink Basket, è l’unica donna tra i presidenti regionali della Fip e ha le “carte a posto” per dire la sua.
Presidente, che idea si è fatta della situazione del principale club cestistico pugliese?
«Mi spiace che rinuncino alla vetrina europea, ma se lo hanno fatto, hanno capito che in questo momento non c’erano le possibilità. Mi auguro che ancora ci siano margini per garantire la presenza in serie A. Sarebbe assurdo rinunciare dopo aver appena rivinto il titolo tricolore. Conosco da anni Basile e D’Antona, ho sempre apprezzato la loro capacità di costruire i successi, facendo diventare il Cras un’eccellenza dello sport meridionale. Ma è chiaro che, per chi è abituato a spendere un certo budget per vincere, diventa più problematico mantenere tale capacità di spesa senza sostegni esterni».
Non è necessario giocare per vincere…
«E’ quello che ho cercato di dire a Basile negli ultimi tempi. Gli ho detto che le risorse andavano gestite più oculatamente. Se si può prendere tre-quattro straniere, bene, altrimenti, pazienza. Ora, tagliare il cordone così, all’improvviso, non è il massimo. Io consiglierei un’ uscita di scena  progressiva. Accettando una serie A1 senza ambizione e facendo capire ai tifosi che ci si può divertire ugualmente».
Lo zoccolo duro a Taranto esiste. Allo spareggio della De Florio con il S. Raffaele Roma per i playoff di serie B c’erano 200 persone al Palafiom. A Taranto il basket è da sempre rosa…
«Ho conosciuto il Cras da avversaria e lo stesso Dario Maggi quando venne ad allenare da noi. A Bari ammirato sempre la una grande personalità, dentro e fuori dal campo, la capacità di coinvolgere le studentesse verso la pallacanestro».
Il Cras allora era legato al “Maria Pia”. Quel modello di società sportiva legata alla Scuola è impossibile da ripetere al giorno d’oggi.
«Soprattutto perché l’autonomia scolastica ha ridotto la capacità di penetrazione dello sport negli istituti. I P.O.N. sono tutti rivolti verso attività di danza, lingue, teatro. Poi c’è lo “spettro” infortuni: io mi sono rotta due mignoli per giocare a basket, i genitori di oggi in tali casi ricorrerebbero subito alle denunce civili! Probabilmente, le scuole vanno incentivate economicamente dalla stessa Federazione. Ma ora non ci sono risorse, paghiamo un momento difficile, inoltre la nazionale ha vinto poco a livello internazionale».
C’è ancora il margine per puntare su un forte settore giovanile. A Taranto le vittorie del Cras hanno avvicinato le bambine al basket.
«La scarsità di “vocazioni” verso il basket femminile in Puglia è nota. Ma proprio perché Taranto ha potere di attrazione, non riesco a capire, e l’ho detto anche a Basile, come mai un club che vince tanto con la prima squadra non riesca da anni a portare una sola squadra giovanile alle finali nazionali! E’ bello vincere, è ancora più bello, nonché economicamente vantaggioso, farlo con tre-quattro giocatrici di casa nel roster».
Nella decisione di ridurre la spesa, o dividerla con un main sponsor, probabilmente conta la questione PalaMazzola. Il Cras, attraverso quella sorta di “subconcessione” del Coni provinciale, ci ha rimesso tanto.
«Noi a Bari abbiamo vissuto il “dramma” del PalaFlorio, abbandonato quasi subito dopo i Giochi del Mediterraneo ’97. I costi di strutture così grandi sono insostenibili da parte dei club. Il Cras si è mostrato troppo… generoso nell’accettare tale onere. Personalmente, l’avrei utilizzato solo per le partite, facendo disputare gli allenamenti alla squadra in una struttura più piccola. Come ora fa il Cus Bari di Divisione Nazionale A, che si allena nel proprio palazzetto e gioca la domenica al ristrutturato PalaFlorio, dato in gestione ad una società che, per pareggiare i conti, sfrutta la struttura per concerti, convegni e quant’altro».
Più che una ricetta, un…  ricettario quello di Margaret Gonnella. Meditate gente.

sabato, 23 giu 2012 - 17:46

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