Bisogna davvero essere ottimisti, ma occorre provarci. Salvare il calcio tarantino è un’impresa complicata, che si scontra con l’esiguità del tempo a disposizione e con tanti interrogativi ancora da risolvere. Ci sono dieci giorni per tenere in vita il pallone rossoblù: un arco temporale che impone celerità e determinazione. La speranza è che queste due qualità siano in pieno possesso del gruppo finanziario britannico che da qualche giorno ha avvicinato il presidente D’Addario. All’inizio con apparente cautela (ricordiamo che il massimo dirigente voleva avere informazioni più precise sulle intenzioni dei potenziali acquirenti), poi tramite la professionalità di Nico Bruni che ha mosso i passi necessari per creare il legame tra le parti. Il merito primario è stato quello di ricevere la documentazione contabile, che è stata opportunamente girata oltremanica. Ora sarà visionata dal commercialista di origine tarantina che opera a Londra per questo gruppo. Oggi, al massimo domani, si dovrebbe avere una risposta dopo un’attenta valutazione della massa debitoria e del relativo investimento a cui sottoporsi. Un’operazione che va di pari passo con quella parallela della richiesta avanzata all’Agenzia delle Entrate di differire il pagamento degli oneri contributivi tramite una rateazione del debito. Che, comunque, non è automatica. Per un simile progetto bisogna sempre presentare delle solide garanzie economiche. Solide garanzie che il gruppo D’Addario non pare avere al momento. Magari il gruppo inglese… sì. Qui si apre il fronte dell’ottimismo, fosse anche da esasperare per tenere viva una speranza che può anche fare rima con illusione. L’attivismo di Nico Bruni è da rimarcare. Ma anche la sua diplomazia che si esprime con una poca voglia di parlare dell’argomento e di rimettersi solo al lavoro dietro le quinte. Anche ieri le parti hanno comunque tenuto un contatto, per tenere aperta l’unica vera pista percorribile, dopo che sia la proposta della Platinum e anche l’opera mediatoria di Pieroni, sono venute meno. Una situazione che si colloca anche con un’indiscrezione circolata ieri secondo cui i tesserati del Taranto avrebbero rinviato di qualche giorno il fatidico atto di forza riguardante il pagamento della restante parte dei diritti di immagine. Attendere qualche giorno in più non cambierebbe di molto la situazione. C’è, quindi, questa esigenza di non perdere nemmeno un minuto utile. Il tentativo di evitare la radiazione è in atto. E se dovesse fallire questa trattativa il presidente D’Addario starebbe sempre pensando di eseguire ugualmente l’iscrizione, anche se formalmente incompleta. Un’operazione oltre i limiti della regolarità affidandosi al mese di luglio e alle numerose pieghe della burocrazia.