Montemesola- Michele Padula è tornato a casa dal Kosovo. In una bara. Alle 19.30 di ieri, 19 giugno, la salma , giunta alle 18.30 all’Aeroporto di Grottaglie, si è fermata davanti all’abitazione in via Grottaglie 10, accolta da un lungo applauso di migliaia di persone accorse per dare al nostro ragazzo l’ultimo saluto e dalle strazianti urla dai nonni e dei genitori.
Oggi a Montemesola il sindaco Punzi ha proclanmara una giornata di lutto cittadino e nel pomeriggio i funerali solenni nella Chiesa Madre del paese. È rientrata ieri da Roma infatti la salma di Michele , giovane militare di 25 anni, primo caporal maggiore dell’Esercito italiano in servizio presso l’11° reggimento bersaglieri di Orcenigo,volontario, in missione in Kossovo, nella base italiana di stanza a Novo Selo, fra i villaggi di Zupee Caber, nei pressi di Kosovska Mitrovica.
eri mattina si era svolta in Municipio una riunione tra il sindaco Punzi ed i responsabili del protocollo militare per organizzare il rientro e stabilire le modalità dell’accoglienza. La madre, Nunzia Minelli, ed il papà Giovanni Padula, insieme al fratello più piccolo Vincenzo ieri erano a Roma per accogliere la bara di Michele che è giunta poi a Grottaglie nel tardo pomeriggio. Dall’areoporto la salma è stata portata a Montemesola dove è stata accolta da tutta la comunità e dal suono della banda locale. Del resto Michele stesso nei bersaglieri suonava il flicorno d’onore e, quando era in licenza, ogni tanto suonava il corno nella banda di Francavilla Fontana. Nella Chiesa Madre è stata allestita la camera ardente. Michele è morto lunedì 18 giugno intorno a mezzogiorno: pare che, questa è la versione più accreditata al momento, sia partito un colpo accidentalmente dal fucile in dotazione ( sull’accaduto c’è un’indagine in corso). Ma al di là delle ipotesi ed illazioni che circolano, le più svariate, ciò che conta in questo momento è che a 26 anni il nostro giovane Michele ha tolto le tende , si è congedato dalla vita lasciando i genitori straziati dal dolore ed una comunità attonita e sgomenta. La famiglia intorno alle 13.30 di lunedì scorso ha sentito bussare alla porta. Era il generale dell’esercito Sblendorio giunto personalmente a dare la terribile notizia ai genitori. Da quel momento in poi un via vai di militari dell’esercito, carabinieri, gente comune. Non è mancato il supporto psicologico per la famiglia devastata dall’accaduto. Come stabilito dal protocollo, in sintonia con il primo cittadino Vito Punzi ed il parroco don Mimmo Bucci, il feretro è stato accolto all’areoporto di Grottaglie dalle autorità civili e militari. Giunto a Montemesola, davanti all’abitazione del giovane, la bara è stata presa sulle spalle dai soldati dell’arma che a piedi l’hanno trasportata nella Chiesa Madre dove è stata allestita la camera ardente. La chiesa, prrsidiata da un picchetto d’onore, è rimasta aperta a tutti sino alle 22, presieduta dall’esercito e dalle forze dell’ordine che ne avranno la responsabilità sino al termine della cerimonia funebre di oggi, quando la bandiera italiana sarà tolta dal feretro e consegnata ai genitori. Dopo di che la responsabilità sarà della civica amministrazione sino a sepoltura.
Mobilitate le associazioni laiche de territorio: pro loco e Associazione nazionale carabinieri che daranno il loro contributo per la viabilità e l’ordine pubblico, affiancando i Carabinieri e i vigili urbani. Alla cerimonia funebre di oggi sono state invitate tutte le autorità civili e religiose della provincia e della regione.