Taranto: Più di 30 i pedoni investiti

Gli incidenti stradali a Taranto, nei primi cinque mesi del 2012, sono in calo rispetto allo stesso periodo del 2011. C’è però una certa preoccupazione per il numero crescente di pedoni investiti, così come sono in aumento gli autisti che non prestano soccorso ai feriti ed i veicoli privi di assicurazione o con tagliandi falsificati.

E’ questa la parziale fotografia che emerge da un bilancio della Sezione Infortunistica Stradale della Polizia Locale diretta da circa 15 anni dal capitano Salvatore Vesuvio prossimo alla pensione.

«C’è una sensibile riduzione del numero di incidenti – dichiara al Corriere il capitano Vesuvio – dove le cause principali solitamente sono per il 70% dovute al comportamento errato dei conducenti dei veicoli, spesso per l’alta velocità o distrazioni, e nel 20% dalle infrastrutture essenziali ovvero della segnaletica orizzontale e verticale».

In tutto il 2011 sono stati rilevati 1100 sinistri di cui 546 senza feriti e 552 con feriti per un totale di 853 persone che hanno dovuto far ricorso alle cure mediche, per 17 è stato necessario il ricovero in prognosi riservata. Quattro gli incidenti mortali. Ventitrè i veicoli risultati privi di assicurazione. Sono invece stati 67 i pedoni investiti. Ed in 18 casi, tra incidenti stradali e investimenti, è scattata la denuncia per omissione di soccorso da parte del conducente «per la stragrande maggioranza si è trattato di persone prive di assicurazione ma – dichiara il capitano Vesuvio con meraviglia – non sono mancati professionisti che hanno scelto di darsi alla fuga».

In questi primi cinque mesi (da tener presente che non abbiamo raggiunto ancora la metà dell’anno) sono stati 32 gli investimenti dei pedoni, pari al 48% del dato totale del 2011, quando a fine dell’anno se ne sono contati 67.

Sei i conducenti trovati in stato di ubriachezza a seguito di incidenti e due quelli sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Inoltre sono stati decurtati in totale 1643 punti dalle patenti dei trasgressori.

Mettendo a confronto i mesi da gennaio a maggio si scopre che le cifre sono in calo. Se nei primi cinque mesi dello scorso anno gli incidenti stradali sono stati 461, quest’anno sono stati 392 pari ad un meno 15% (216 con feriti nel 2011 e 169 nel 2012, pari a -22%; 235 senza feriti lo scorso anno e 223 in quello in corso, -14%), gli incidenti mortali nel 2011 sono stati tre, nessuno nel 2012.

In questi dati abbastanza positivi c’è però da tenere presente un dato importante: «Se all’incirca quindici anni fa rilevavamo circa 1600 incidenti stradali all’anno – mette in evidenza il comandante della Sezione Infortunistica – oggi sono molti di meno anche perchè gli automobilisti preferiscono mettersi d’accordo tra loro per non vedersi aumentare i premi assicurativi. C’è però da segnalare che continuano ad essere in tanti coloro che chiedono il nostro intervento pensando che il nostro compito sia quello di dare ragione a qualcuno e torto a qualcun altro. Ebbene che si capisca che non è affatto così. Non lo è mai stato. Noi siamo al servizio della cittadinanza, ma spesso il nostro servizio è abusato. Il nostro intervento consiste nell’accertamento del sinistro e nella relazione sull’accaduto relativamente a quanto da noi rilevato. Quindi analizziamo e verifichiamo se sono state osservate le norme del codice della strada».

Ma dopo il rilevamento su strada ed il rapporto, scattano le indagini, se necessario anche di polizia giudiziaria, vengono eseguite eventuali planimetrie per la ricostruzione di incidenti complessi e gravi, l’elevazione di infrazioni al codice della strada e vari altri provvedimenti tra i quali possibili denunce per mancato soccorso dei feriti o sequestro di mezzi, sospensione di patenti e così via.

Il tutto viene effettuato tra non poche difficoltà visto che per ogni turno sono disponibili due pattuglie, mattina e pomeriggio, che coprono tutto il territorio del comune di Taranto.

Un territorio vasto che presenta molte criticità nonostante «con l’introduzione delle rotatorie in molti incroci ritenuti pericolosi registriamo un notevole calo di sinistri». Un calo che è sicuramente evidente all’incrocio tra via Lago di Pergusa con la provinciale 104 dove in passato si sono avuti anche numerosi incidenti mortali, mentre da quando c’è la rotatoria sono rari i sinistri anche lievi. Non così sembra sia per la rotatoria al centro dell’incrocio tra viale Magna Grecia e corso Italia (dove il traffico è notevole e le auto arrivano praticamente da un rettilineo e così continuano, particolari che fanno pensare a tutti che la rotatoria è troppo piccola, ndr) e quella in via Mediterraneo o le numerose a Paolo VI, queste ultime pare mancanti di adeguata segnaletica.

«Molti conducenti di veicoli – spiega il capitano Vesuvio – non conoscono il codice stradale per le rotatorie. Va quindi ricordato che ha precedenza chi ha già occupato la rotatoria. Tutti gli altri devono invece attendere».

Nonostante il Comune abbia effettuato importanti interventi realizzando infrastrutture di ultima generazione, restano pericolose: viale Virgilio, dove i passaggi pedonali rialzati e dipinti di rosso vengono a volte ignorati dagli automobilisti, e viale Magna Grecia che specie nelle ore serali e notturne, quando il traffico diminuisce, diventano piste per veicoli ad alta velocità. C’è poi viale Cannata al quartiere Paolo VI, la ss. 172 e gli svincoli di uscita dalla superstrada ed il ponte Punta Penna, in special modo quando piove, «poichè spesso i conducenti guidano a velocità superiore a quella commisurata alle condizioni atmosferiche e difficilmente si riesce a controllare il veicolo».

Insomma basterebbe un po’ di accortezza, oltre al rispetto del codice stradale, da parte dei conducenti per evitare gli incidenti. Ma anche l’Amministrazione comunale e gli Uffici competenti hanno il loro bel da fare: ripristinare la segnaletica orizzontale e verticale laddove manca o per la non buona visibilità dei cartelli, così come l’asfalto del manto stradale va rifatto dove è usurato.

martedì, 19 giu 2012 - 20:23



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