Tremendo incidente quello ha macchiato di rosso la missione della Kfor, la Forza Nato in Kosovo: Michele Padula di Montemesola è stato ucciso da un colpo partito dalla sua arma ieri pomeriggio.
Il caporal maggiore 26enne si trovava in una base del contingente italiano nel nord del Kosovo e più precisamente nella caserma nato che si trova a Novo Selo, fra i villaggi di Zupc e Caber, non lontano da Kosovska Mitrovica.
Verso le 12 – riferiscono fonti militari – all’interno del campo è stato sentito un colpo d’arma da fuoco e Padula è stato trovato morto. Poco distante dal corpo è stato trovato il suo fucile da combattimento di ordinanza. Sarebbe quindi accidentalmente partito un colpo mentre il militare era impegnato nella pulizia dell’arma.
Una tesi che non scarta del tutto quella del suicidio, ipotesi questa circolata poco dopo la tragica morte del militare e non smentita ufficialmente dai vertici dell’Esercito. Sull’episodio sono comunque in corso indagini da parte degli inquirenti della magistratura militare mirate ad appurare gli esatti motivi che hanno portato alla morte del militare 26enne. Sin dall’una di ieri la casa dove abitano i genitori del ragazzo è stata meta di un via vai di familiari e rappresentati dell’Esercito. Michele era arruolato dal 2005 e anche il padre, ora in pensione, era un militare della Marina. I familiari hanno ricevuto il cordoglio del generale Sblendorio del Comando Puglia, del cappellano militare di Taranto e di alcuni psicologi dell’esercito. La salma del giovane è rientrata nel tardo pomeriggio di oggi a Montemesola dove oggi si terranno i funerali. Un altro lutto per il territorio dopo la morte di Alessandro Musacchio, il sottoufficiale dell’Aeronautica di Grottaglie, morto dopo essere caduto da un elicottero durante una simulazione di un intervento di soccorso alcuni giorni fa. Il militare, originario di Grottaglie ma da molti anni fuori regione, lascia una moglie e una figlia. La disgrazia è avvenuta nella base del XV Stormo di Pisignano di Cervia.
g. sva.
Il ricordo del sindaco Punzi: «Un ragazzo adorabile»
Il primo ad accorrere a casa del caporal maggiore Michele Padula è stato il sindaco di Montemesola, Vito Punzi.
Intorno alle 20 di ieri, quando ormai in paese si era sparsa la tragica notizia del 26enne morto in un incidente tutto da ricostruire, giunta dal Kosovo, e che ha gettato nello sgomento il piccolo paese in provincia di Taranto, il primo cittadino ha voluto portare il conforto e le condoglianze personali e dell’intero paese alla famiglia di Michele straziata dal dolore.
«Ho trovato dei genitori distrutti, in particolare la madre. Ho parlato al fratello di Michele che conoscevo personalmente così come tutta la famiglia – riferisce il sindaco Punzi (in foto) – Ho avuto notizia dell’accaduto direttamente dall’Esercito e mi sono subito recato a casa dei familiari. Michele era un ragazzo adorabile, discreto e rispettabile, così come lo è la sua famiglia. Ho trovato una casa piena di parenti e soprattutto di giovani amici di Michele e del fratello. Tutti si sono voluti unire al dolore di una famiglia straziata. Al fratello ho trovato la forza di dirgli di aiutare i genitori. In un momento così tragico, solo i figli possono stare vicino ai genitori e dare loro la forza necessaria per superare il dolore».
La famiglia è nota in paese per gli impegni nella comunità, anche sociali. Il papà è sottufficiale della Marina Militare e aiuto priore della Confraternita del Rosario.
Questa mattina alle 9 il sindaco, così come convocato già da ieri sera, terrà un vertice in Comune insieme con i massimi rappresentanti dell’Esercito. Lo prevede il protocollo in procedure come queste. Si discuterà di come organizzare il rientro della salma e l’accoglienza e tutto quanto sarà necessario e dovuto alla famiglia per un ragazzo impegnato in una missione di pace internazionale.
A. Caia.