No all’Eurolega, adesso è allarme-Cras. O forse solo un segnale di giusto ridimensionamento.
La “consegna del silenzio” da parte della dirigenza e il mistero degli ultimi giorni non hanno sortito, purtroppo, buone notizie. Anzi. Un comunicato stampa di poche righe (che pubblichiamo in pagina) ha chiarito i contorni di una crisi che si sta aggravando: Taranto rinuncia alla Coppa dei Campioni del basket.
Non sono serviti i ripetuti appelli lanciati dal presidente Lillo Basile e dal suo vice Mino D’Antona nel corso degli ultimi mesi e la preoccupazione manifestata nei giorni successivi alla vittoria del quarto scudetto: nessuno sponsor di primo livello – sottolinea il club nella nota ufficiale - si è accostato al Cras per associare il proprio nome a quello di un team vincente.
I numerosi contatti “sotterranei” intessuti dai massimi dirigenti, anche con gruppi industriali di primo piano in ambito nazionale e locale, non hanno prodotto gli effetti desiderati. Il Cras resta solo e abbassa il tiro. Dopo una finale di EuroCup (persa con il Galatasaray a Istanbul dopo un supplementare nella gara di ritorno) e tre edizioni di Eurolega, culminate in una qualificazione (nel 2010-2011) ai quarti di finale, la società rossoblù abbandona il palcoscenico europeo, ridimensiona sogni e obiettivi ed è costretta al passo del gambero, dedicandosi solo al campionato italiano.
Ma, anche in questo caso, esiste un punto interrogativo che ha gettato nel panico tifosi e appassionati: la parte finale del comunicato spalanca le porte a scenari drammatici. «L’auspicio è ora quello di salvare il titolo del campionato di serie A», annuncia il comunicato stampa.
Non è una novità in senso assoluto, ma il Cras torna ad adombrare la possibilità di un abbandono, per dedicarsi all’attività giovanile oppure al campionato di serie B. L’ipotesi, per il momento, mantiene un sapore provocatorio, vista la reazione sin troppo tiepida della “città che conta” di fronte alle difficoltà vissute dal sodalizio ionico. Il campanello d’allarme, però, continua a suonare. Pericolosamente. Suffragato anche dallo stato di “congelamento” vissuto da ogni trattativa di mercato. Siccardi, Sottana e Ballardini sono le uniche giocatrici sotto contratto e sperano in un’evoluzione positiva della crisi.
Dopo la partenza di Vaughn e Godin, “costretta” a scegliere Schio per la mancanza di assicurazioni sul futuro, le altre atlete in sospeso attendono un cenno dal club di via Venezia. Tutto, però, tace, causando confusione e qualche comprensibile malumore.
Dopo nove anni il Cras torna a vivere un’estate caldissima: anche nel 2003, infatti, il team allora gestito dal solo D’Antona, restò in dubbio fino all’ultimo e poi decise di rinunciare all’Eurolega. La storia, tre scudetti dopo, potrebbe ripetersi. Con timori ancora maggiori.
L’addio europeo è il primo tassello. La prossima scadenza è targata 5 luglio, termine per l’iscrizione al torneo di A1. Cosa deciderà il Cras? Sullo sfondo resta anche un colpo di scena finale: l’arrivo, a scoppio ritardato, di un main sponsor di primo piano.