Palagianello/Sopralluogo di Sel e Insieme per il progresso, con Cosimo Borraccino, sul fiume Lato. In corso i lavori di raccordo fra le due provinciali

Riaperto il ponte, fare chiarezza

L’importanza del collegamento per mare e campi. Una storia piena di sprechi

PALAGIANELLO – Sp 14, schnell, scnhell.
Sul fiume Lato il ponte è stato rialzato e il raccordo con la Sp 14 e la successiva Sp 12, è in corso, ma si farà in tempo a rendere percorribile questa strada entro l’estate?
Però, chi si affacci sul fiume, fa una facile previsione: se piovesse come nel fatale giorno 8 settembre 2003, o anche per la metà, l’esondazione è certa, perché il fiume, pur di alveo più ampio e con gli argini un po’ più alti, intasato com’è di sterpi e materiale di risulta e canne ed alberi, non reggerebbe nessuna piena.
Ma ora a Sel e Insieme per il Progresso importa mettere a fuoco due aspetti di una vexata quaestio: smetterla con gli annunci che tutto è pronto e fare presto e fare chiarezza sull’opera, i suoi costi e i suoi responsabili. Questa volta, a dare manforte ai “compagni” di Palagianello sta Cosimo Borraccino, nella sua veste di consigliere provinciale e in supplenza della dirigenza, assente.
La Sp 14, dicono ad una voce Vito Vetrano, Gregorio Scalera, Mario Mancini e Paolo Rubino, è importante per più motivi: è il tratto più breve fra l’uscita dall’autostrada e la litoranea 106 che porta a Reggio Calabria, è la strada che porta i palagianellesi al mare e ai campi ed è la strada che collega i campi di Castellaneta Marina, ortaggi, vigne e olivi,  con altre strade della zona che immettono per l’autostrada, Bari, Taranto e Matera. Ora che i lavori sono in corso bisogna portarli a termine il prima possibile cioè, per dirla come un giornale italiano ha detto alla Merkel, schnell, schnell; nel frattempo, bisogna rendere strade percorribili quelle alternative, che invece sono piene di buche come nemmeno nel Terzo mondo.
Poi l’individuazione delle responsabilità. «Per quest’opera – racconta Rubino – sono stati spesi 8 milioni ai quali aggiungere i 700/800 mila euro per il raccordo fra la Sp 14 e il Ponte rialzato e dai quali detrarre i 350 mila euro del mancato abbattimento del ponte della complanare all’autostrada. Bisogna considerare che la messa in sicurezza della valle del Lato è stata progettata da 10 studi associati, tutti di altissimo lignaggio – prosegue Rubino – perché dunque queste incongruenza di spesa?». «Noi – prosegue l’ex parlamentare -  di ciò abbiamo informato per tempo la città e la Procura con il nostro nome». Rubino si ferma alla coerenza fra progetto e costi, ma gli abitanti del posto dicono che sono stati spesi 8 milioni di euro per fare ciò per cui sarebbero bastate se non 80 mila euro al massimo 800 mila: cioè la più normale delle manutenzioni, dragaggio del letto del fiume e rinforzo degli argini. Ed oggi il fiume sta più intasato del 2003.
Ad intristire l’aria, Rubino aggiunge un cenno alla storia delle lame, un invaso da costruire: erano d’oro per i loro costi 14 milioni, ora sono della vergogna, perché i lavori sono abbandonati e si sono dissolti, il territorio è stato devastato e l’agricoltura ha perso un po’ di ettari o di pascolo o di seminativi. Siamo, è il sigillo di Rubino, un paese massacrato e sperperato.
Borraccino, dopo un veloce sopralluogo, ha commentato: «E’ una situazione che grida vendetta, una di quelle storie, sperpero di denaro pubblico e omesso controllo, per le quali i cittadini perdono la fiducia nei politici». «Ora – ha proseguito – Borraccino, non si può chiedere altri sacrifici ai cittadini, soprattutto dopo che sono stati imposti ai soliti noti anche dai professori, e noi aspettiamo che venga fatta chiarezza su spregi e responsabili».
A conclusione, mentre Vincenzo Fatiguso, armato di falce, ma non di martello, “che, quello, ce l’ho nel cuore” ha spiegato, offriva pere nostrane, Rubino ha voluto aggiungere: «Sprechi e responsabili da individuare, finalmente una parola chiara».

 

 

Michele Cristella

domenica, 17 giu 2012 - 17:06

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