MOTTOLA – Da nosocomio dismesso ed abbandonato, diventerà una residenza socio – sanitaria (RSSA) con servizio consultoriale. Il vecchio “Umberto I”, aperto nel 1967 e chiuso quasi contestualmente all’apertura del nuovo ospedale, avvenuta nel 2004, ritornerà ad essere funzionale. Certo, non vedrà più passare per le sue stanze, per le vecchie sale operatorie, così come accadeva nei tempi d’oro della sanità ionica, quei luminari della Medicina, della Chirurgia o della Ginecologia, che facevano dell’ospedale mottolese un punto di riferimento, in termini di diritto alla salute, per tutta la provincia ionica e non solo.
Per il vecchio Umberto I è stata pensata una diversa destinazione d’uso, sia pure sempre in ambito sanitario, che eviterà che quella struttura diventi una delle tante cattedrali nel deserto, così come, invece, potrebbe accadere per il nuovo ospedale: è stato chiuso, per la politica regionale dei tagli, a marzo del 2011, senza mai essere stato completamente utilizzato.
Ma, fortunatamente, per il vecchio nosocomio, torneranno ad aprirsi i battenti. Il bando per la sua ristrutturazione e per il suo adeguamento è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n° 69 del 15 giugno. Si tratta di una procedura aperta, gestita dall’Asl TA/1. Il finanziamento destinato all’ex struttura ospedaliera mottolese ammonta ad euro 4.110.258,18. Le domande dovranno pervenire entro le ore 12 del 3 agosto prossimo, presso l’Ufficio Protocollo dell’Azienda Sanitaria Locale di Taranto. Il bando è consultabile sul sito dell’Asl www.asl.taranto.it.
«Questo risultato – ha spiegato il sindaco Luigi Pinto – evidenzia quello che è il nostro modus operandi in materia di sanità e non solo: non proclami annunciati e disattesi, ma fatti, attraverso un’azione concreta e mirata. Si tratta di un obiettivo raggiunto di certo non attraverso le chiacchiere, ma grazie all’impegno costante di chi, come, per esempio, l’assessore Gianni Bello, oggi fa parte di quest’Amministrazione». Il sindaco non ha dubbi: già dal secondo semestre dell’anno, l’opera potrebbe cominciare a prendere corpo.
Maria Florenzio