Quasi mille domande d’esclusione. Confagricoltura Taranto venerdì mattina ha presentato il suo corposo faldone nella sede del Consorzio di Bonifica dell’Arneo, a Nardò, per conto delle aziende aderenti o che comunque, tramite i Comuni interessati, hanno creduto all’iniziativa intrapresa. Si tratta esattamente di 990 imprese agricole che non vogliono rientrare nel perimetro disegnato dal Piano di classifica, lo strumento che definisce i soggetti tenuti a pagare il tributo di bonifica.
L’obiettivo è lo stesso della campagna lanciata nei giorni scorsi da Confagricoltura Lecce – che di domande d’esclusione ne ha raccolte quasi 10mila – e fatto proprio dalla consorella tarantina: «Non pagare alcun tributo per un beneficio che non esiste». Il pensiero di Carmine Palma, direttore di Confagricoltura Taranto, va dritto al punto: «I consorziati tarantini che ricadono nel territorio servito, per così dire, da quel Consorzio non vogliono tirar fuori un solo euro per un servizio assolutamente inesistente, anche perché non hanno mai ricevuto una goccia d’acqua».
Questione complessa, in generale, quella dei Consorzi di bonifica, che diventa addirittura spinosa quando si affronta il singolare meccanismo dei tributi «chiesti indistintamente a chiunque rientri nei comprensori, peraltro con un obiettivo di cassa ben preciso: coprire le voragini di bilanci eternamente in rosso».
Per capire quante migliaia di aziende agricole vengano investite dal “problema”, basti pensare che il comprensorio in cui opera il Consorzio dell’Arneo è situato nella fascia centrale della Penisola Salentina e copre una superficie territoriale di 252.883 ettari interessando, totalmente o parzialmente, 49 comuni ricadenti rispettivamente nelle province di Brindisi, Lecce e Taranto. In quest’ultima sono interessati 38.804 ettari e sei comuni, Torricella, Manduria, Sava, Maruggio, Avetrana e in parte Lizzano, pari al 15,35% della superficie totale del Consorzio. L’Arneo ha il compito istituzionale di coordinare e attuare interventi pubblici negli ambiti della difesa del suolo, gestione idraulica del territorio e dell’irrigazione. «In realtà – sottolinea Palma – questo ruolo nei nostri Comuni si concretizza in pochissime bocchette per l’irrigazione, per giunta vecchie e arrugginite. Pagare per un servizio del genere, davvero non ha senso: né logico, né economico».
I termini per presentare le osservazioni al Piano di classifica dell’Arneo scadevano proprio ieri, 16 giugno, mentre per lo Stornara e Tara scadranno il prossimo 30 giugno. Confagricoltura Taranto perciò stringe i tempi, invitando le aziende associate e chiunque ritenga di non avere benefici dal Consorzio Stornara e Tara a recarsi presso l’ufficio provinciale o presso le sedi zonali per sottoscrivere la richiesta di esclusione dal perimetro consortile.