Taranto: Sit-in davanti all’Ammiragliato

Sono parzialmente soddisfatti i rappresentanti sindacali di Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Pa che ieri mattina hanno incontrato l’ammiraglio Ermenegildo Ugazzi comandante del Dipartimento Militare Marittimo dello Ionio e del Canale d’Otranto in merito alla proposta di revisione della Difesa a Taranto che prevede il taglio di oltre 500 unità rispetto alle tabelle organiche esistenti.

Dalle 9.30 alle 12.30 hanno manifestato con i dipendenti civili della Difesa davanti all’Ammiragliato in corso ai Due Mari, ottenendo poi l’incontro.

L’ammiraglio Ugazzi, insieme con il capo di Stato Maggiore del Dipartimento della Marina di Taranto capitano di vascello Giuseppe Ricchiuti, ha quindi ricevuto Lorenzo Caldaralo di Fp-Cgil, Massimo Ferri di Cisl-Fp e Giuseppe Andrisano di Uil-Pa.

«L’incontro ci soddisfa in parte – afferma Lorenzo Caldaralo al Corriere – l’ammiraglio Ugazzi ha condiviso le nostre perplessità circa i tagli decisi dal governo Monti, per le piante organiche e come sempre ha dimostrato sensibilità e attenzione al nostro territorio che conosce da anni. Ci ha anche dato copia della comunicazione fatta da loro alla Marina Militare per quanto riguarda la distribuzione per la rideterminazione degli organici e con la quale è stato richiesto un livello dipartimentale di 80 unità in più per Taranto». Ma questo non risolve il problema poichè è a rischio il posto di lavoro per 500 dei dipendenti previsti nelle tabelle organiche esistenti (su un totale di 1500 civili), così come assegnato al territorio di Taranto dallo Stato Maggiore della Marina in occasione della rideterminazione degli organici del Ministero della Difesa. Con un esubero di 180 unità rispetto a coloro che sono effettivamente in servizio negli enti della giurisdizione.

«In particolare a Taranto sono stati assegnati 3600 collaboratori alla giurisdizione – spiega Massimo Ferri di Cisl-Fp – a fronte di un’esistenza reale di 3800 unità. Questa ridefinizione della tabella organica deriva dalla legge 138/2011 che stabilisce che tutti gli uffici pubblici devono diminuire la spesa del personale del 10%, legge a cui si è attenuta anche il Ministero della Difesa che ha chiesto la fotografia dell’esistente e questo ha portato ad un esistente di 3800 lavoratori. Alla base di questo c’è un ridimensionamento della tabella organica teorica che prevede ulteriori 500 unità da tagliare».

In realtà sembra che nel capoluogo ionico al ridimensionamento della tabella organica teorica è stato fatto un ridimensionamento ulteriore. Una decisione che viene fortemente respinta dalle organizzazioni sindacali.

«Noi quindi chiediamo – aggiunge Ferri – di ristabilire i numeri per quelli che sono realmente e per quelli che sono previsti nel decreto. Ma chiediamo anche un provvedimento di carattere straordinario per Taranto ovvero di non riduzione della tabella organica teorica» del personale civile in linea con quelli effettivamente in servizio come accaduto per altri territori.

E proprio di questo si sta interessando l’onorevole Ludovico Vico che sta seguendo l’iter parlamentare della delibera e sembra che sia persino arrivato dallo Stato Maggiore della Marina la rassicurazione che il provvedimento andrà in porto. «Questo significa – dichiara Caldaralo – che dovremo ritrovarci ad un unico tavolo per vedere come ricollocare questo personale poichè già siamo in esubero con 180 dipendenti».

Alle parole devono però seguire i fatti. A chiederlo non sono solo i rappresentanti sindacali che tra le questioni da risolvere ne hanno una forse più bollente di altre ed è quella che riguarda gli ausiliari. Si tratta di circa un centinaio di unità che è impiegata nella seconda area partecipando ad ogni tipo di lavorazione dell’area superiore e sono fuori tabella, risultano cioè in esubero.

«Anche loro – dichiara Caldaralo – hanno avuto assicurazioni. Bisognerebbe metterli in sovrannumero per non creare problemi alle unità già esistenti. Al momento rientrano nella prima area che non è giustificata in nessuna amministrazione pubblica quindi andrebbero inseriti in altra area più facile per la loro collocazione poichè sarebbero giustificati in altre aree».

La questione quindi non è ancora conclusa e ha carattere urgente per le organizzazioni sindacali per il fatto che è iniziata la discussione della rideterminazione del modello di difesa che prevede 30mila tagli in tutta Italia, di cui 20mila militari e 10mila civili.

La protesta di ieri è avvenuta ad un mese dall’incontro tra le istituzioni locali ed il Governo nazionale per il “caso” Taranto nel duplice aspetto di ambiente e lavoro, per il quale è stato istituito un tavolo nazionale con la partecipazione del Ministero della Difesa. Ma da tale incontro, se si escludono le attribuzioni di carattere ambientale, viene chiesto un ulteriore contributo ed impegno straordinario della Difesa e dei suoi insediamenti sul nostro territorio che hanno la capacità di offrire lavoro ed accrescere l’economia locale. Ridurre quindi la tabella organica di 500 unità porterebbe a pregiudicare la funzionalità dei servizi dei singoli enti oltre a mortificare le prospettive occupazionali che si intendeva valorizzare.

venerdì, 15 giu 2012 - 20:20



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