Definito un processo su un infortunio al siderurgico

Operaio inalò gas tossico: tre condanne

Gli imputati e l'Ilva dovranno risarcire i danni alla parte civile

Si è concluso con tre condanne e due assoluzioni il processo a carico di cinque imputati, dirigenti e tecnici dell’Ilva , finiti sotto accusa per un infortunio. Nel corso di un intervento di manutenzione di tipo elettrico per eliminare un’avaria di una macchina utilizzata per caricare il carbon fossile nelle celle dei forni delle batterie 5 e 6, rimasero intossicati due operai a causa dell’inalazione di gas tossico, nella fattispecie di ossido di carbonio. Ciò, stando a quanto emerso dal processo, avvenne all’interno della “batteria 5” a causa del cattivo funzionamento delle candele di sfogo del gas “Afo”. L’operaio, che non indossava alcun dispositivo di protezione, riportò lesioni di grave entità agli occhi, con conseguenza per la vista, giudicate guaribili in circa quattro mesi. Occorre ricordare che in quella circostanza furono due gli operai rimasti feriti ma soltanto uno di essi si è costituito parte civile tramite l’avvocato Carlo Petrone. Sotto processo, invece, sono finiti il dirigente responsabile della cokeria, il capo reparto batterie e tre tecnici, uno addetto alla combustione e gli altri due addetti alle temperature. La pubblica accusa ha contestato agli imputati la mancata adozione di tutte le misure di sicurezza necessarie per tutelare l’incolumità dei lavoratori, a cominciare dai mezzi di protezione, la “gestione carente” e “il mancato controllo” delle candele di sfogo delle batterie, la non idoneità dei sistemi di rilevazione della presenza di ossido di carbonio. Tre imputati, Ivan Di Maggio, Vincenzo Gallitelli e Domenico Iannuzzi, sono stati condannati a cinque mesi di reclusione per lesioni colpose e al pagamento, in solido fra loro e col responsabile civile, di una provvisionale di 111.000 euro. Il verdetto è stato emesso dal giudice monocratico del tribunale di Taranto Massimo De Michele che ha concesso loro il beneficio della sospensione della pena per cinque anni subordinandolo al pagamento integrale della somma liquidata a titolo di provvisionale “da eseguire entro e non oltre i 30 giorni dal passaggio in giudicato della sentenza”. Mentre altri due inquisiti, Giuseppe De Padova e Massimiliano Maiullarim sono stati assolti “per non aver commesso il fatto”.

 

venerdì, 15 giu 2012 - 21:18



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