MANDURIA - Si riapre, anzi no. Le voci si rincorrono febbrili, gli stati d’animo restano in fermento. La rabbia continua a farla da padrona. Il casus belli sempre quello, la soppressione del Punto Nascita del “Giannuzzi”. E se c’è chi, in qualche modo, invita alla calma, innestando una sorta di marcia indietro, ritenendo inopportuno ed improduttivo alzare i toni, la maggioranza di coloro che intervengono, in qualche maniera, a questo infuocato dibattito non riesce a nascondere il proprio risentimento la propria rabbia. E così si registra l’invito a moderare gli atteggiamenti, attraverso una nota stampa di Cosimo Lariccia e Luciano Santoro, rispettivamente capigruppo dell’Udc e del Pd.
«In ordine alla vertenza sanitaria che sta coinvolgendo il nostro territorio – si legge nel comunicato -, registriamo la presa di posizione di diversi rappresentanti istituzionali di Terra Jonica. A nostro avviso tutte le posizioni sono legittime e degne di attenzione e rispetto. L’auspico è che le nostre sollecitazioni siano oggetto di approfondimento da parte della Regione Puglia. Nel contempo l’invito è a stemperare i toni evitando gli attacchi personali che non portano da nessuna parte».
Una posizione, sicuramente, minoritaria. La maggior parte dell’opinione pubblica e degli esponenti politici la pensano diversamente. Uno dei bersagli principali degli strali polemici continua ad essere l’assessore regionale al Bilancio Michele Pelillo. «Pelillo deve avere il buon senso di dimettersi –ha tuonato l’assessore provinciale Umberto Lanzo – , perché ha barattato un servizio indispensabile per il territorio con modalità deplorevoli».
Gli fa eco l’ex vice sindaco e componente provinciale del Pdl Luigi Morgante. «Pelillo – sostiene Morgante – dovrebbe, in maniera imparziale, tutelare i diritti di tutti i cittadini che lo hanno designato a rappresentare la provincia ionica nella sua interezza. E invece ha, in maniera sfacciata, deciso di schierarsi assumendo un atteggiamento arrogante nei confronti di un territorio, quello dell’estremo versante orientale della provincia. Come si può definire, se non arrogante, la sua ultima incredibile dichiarazione con cui liquida la soppressione dell’ostetricia di Manduria come un fatto marginale. Invece rappresenta un vero e proprio dramma. La scusa dei numeri con la quale cerca di giustificare tale assurdo provvedimento è solo un pretesto. I vertici regionali e della Asl hanno volutamente creato una situazione d’emergenza col preciso intento di limitare la funzionalità del reparto pianificandone la chiusura. Venga a spiegare l’assessore Pelillo le ragioni della sua incomprensibile presa di posizione alle tante donne di Manduria, Maruggio, Sava, Avetrana, Torricella, Fragagnano e di tutti i comuni limitrofi anche della provincia di Brindisi che avevano l’ostetricia di Manduria come punto di riferimento, soprattutto in caso d’emergenza quando raggiungere Taranto o Grottaglie può mettere in serio pericolo la loro incolumità e quella del nascituro. Magari si faccia accompagnare dall’amico Amleto Della Rocca, suo fido scudiero e procacciatore di voti in terra messapica».
Intanto associazioni, cittadini, operatori sanitari si dicono pronti alle barricate, se sarà necessario. Il primo presidio potrebbe essere istituito, nelle prossime ore, proprio in prossimità dell’ospedale cittadino.
Maurizio Pasculli