MANDURIA - Una, dieci, cento iniziative. Un unico obiettivo. Rappresentare le ragioni di un intero territorio, quello del versante orientale della provincia ionica, che avverte un isolamento che va ben oltre quello endemico geografico. La punta dell’iceberg è rappresentata dal piano di riordino ospedaliero che tante polemiche ha suscitato, e continua a suscitare. L’ultima, in ordine di tempo, quella indetta, e svoltasi, ieri mattina presso la Sala Riunioni della Provincia. Tema del vertice, neanche a dirlo, “La vertenza territoriale del versante orientale della provincia di Taranto”. Alla riunione , cui hanno partecipato diversi amministratori dei comuni interessati dalla questione, hanno presenziato anche l’assessore provinciale allo sport ed alle politiche comunitarie Umberto Lanzo, e rappresentati territoriali eletti in seno al massimo consesso elettivo provinciale, Cosimo Lariccia, Bartolo Punzi e Giuseppe Turco. Nel ribadire le ragioni che hanno determinato un vero e proprio fronte unico in difesa della dignità di tutti i cittadini dell’area ionica, anche e soprattutto di quelli residente alla periferia della medesima, gli intervenuti hanno chiesto, con fermezza, un’audizione da parte dell’assessore regionale alla sanità Ettore Attolini e della Commissione Sanità della Regione.
“Le istanze di un bacino cosi vasto- ha sottolineato Lariccia-, non possono restare inascoltate. Quello della salute è un diritto di tutti. Questo piano di riordino illogico, invece, lascia intendere che per il governo regionale esistono cittadini di serie A ed altri, senza ragionevole spiegazione, relegati nelle serie inferiori. Vorremmo che chi gestisce la Sanità in Puglia fugasse questo tarlo che, credo, che alberghi nei cittadini pesantemente penalizzati da questo provvedimento. Nelle more –assicura il rappresentante dell’UDC- continueremo ad attivarci affinché su tale questione si pronunci il TAR”.
Altrettanto esplicito il commento di Bartolo Punzi che, proprio per protestare contro l’indiscriminato ridimensionamento dell’ospedale manduriano, ha deciso di abbandonare il PD, unitamente all’80% degli iscritti di Manduria cui si aggiungono le autosospensioni dei democratici di Avetrana e di Maruggio.
“L’eliminazione fisica del Giannuzzi – denuncia Punzi-, parte da lontano. Ed è stata, scientemente, pianificata. Si fa un gran parlare dei numeri che avrebbero condannato l’ostetricia manduriana. Ma come fa a lavorare a pieno regime , e ad essere produttivo, un reparto che da oltre due anni attende la nomina di un primario e la cui dotazione di dirigenti medici è stata ridotta, nel breve volgere di pochi mesi, da sei a sole due unità? Per non parlare delle difficoltà strutturali. La divisione è interessata, da tempo immemore, da lavori di ristrutturazione che hanno finito per relegarla in due stanzette prese in prestito dall’Ortopedia costringendo all’adozione di soluzioni al limite dell’assurdo, quale, ad esempio, la collocazione del Nido in un’ala dell’ospedale molto distante rispetto all’ostetricia. Ecco spiegati i tanto vituperati numeri. Un confronto impari e. pertanto, inattendibile. Ma quello su cui bisognerebbe soffermarsi è il pericolo socio sanitario che l’adozione di tale piano potrebbe determinare. Così come, peraltro, denunciato dalle responsabile regionale del Tribunale per i Diritti del Malato, Silvana Stanzione che ha definito quello inerente l’ospedale un Problema molto serio che andrebbe più attentamente riesaminato e valutato”.
Maurizio Pasculli