Lagarde: “Meno di tre mesi per salvare l’euro”

WASHIGTON – Per salvare l’euro bisogna agire “in meno di tre mesi”. Lo ha detto il direttore del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde in un’intervista alla Cnn, commentando la previsione del finanziere George Soros secondo il quale l’Europa ha tre mesi di tempo per salvare l’euro.”Per costruire l’eurozona ci è voluto del tempo e il lavoro è ancora in corso”, ha proseguito il direttore dell’Fmi, che non si è voluta sbilanciare su una possibile uscita della Grecia dall’euro. “E’ una questione di volontà politica”, ha dichiarato. E ha ribadito che il “il pagamento delle tasse è uno strumento necessario per riequilibrare la situazione di ogni Paese, Grecia compresa”.
“Bisogna ridurre il deficit fiscale gradualmente, con fermezza – ha affermato – non deve essere lo stringere la cinghia di cui tutti parlano, ma deve essere solido”. Infine, Lagarde ha dato la sua solidarietà femminile al cancelliere tedesco Angela Merkel. Alla domanda della giornalista della Cnn Christiane Amanpour se il cancelliere sarebbe criticato così tanto se fosse un uomo, Lagarde ci ha pensato un momento e ha poi risposto di “no”. “Penso sia una leader molto forte – ha aggiunto – una donna molto coraggiosa”, in un mondo “dominato dagli uomini”.
Il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso in una intervista al Financial Times ha proposto un supervisore sovranazionale per le grandi banche dei 27 paesi dell’Unione Europea nell’ambito di una unione bancaria da mettere in atto entro l’anno prossimo.
Il piano, che dovrebbe comprendere uno schema per la garanzia dei depositi e un fondo di salvataggio pagato dalle istituzioni finanziarie, potrebbe essere realizzato senza metter mano ai trattati europei in vigore, sostiene Barroso.
“Oggi vi è una consapevolezza molto più chiara fra gli Stati membri europei sulla necessità di andare avanti in termini di integrazione, specie nell’area dell’euro. Questa è una delle lezioni da trarre dalla crisi”, ha affermato il presidente della Commissione europea, secondo il quale il vento è cambiato. A Berlino, Londra e Parigi, argomenta, i leader politici hanno cominciato a capire che l’eurozona potrà sopravvivere solo attraverso soluzioni europee comuni e una maggiore integrazione.
Barroso al ‘Financial Times’ ha poi confermato che il premier spagnolo Mariano Rajoy era “riluttante” ad accettare gli aiuti europei per ristrutturare il suo settore bancario e si è convinto solo durante una telefonata avvenuta la settimana scorsa. “La nostra posizione all’interno della Commissione, quando ho parlato con lui la scorsa settimana – ha detto il presidente dell’esecutivo di Bruxelles, secondo quanto si legge nella versione su Internet – era che un programma era necessario e che era nell’interesse sia della Spagna che dell’area euro avere una decisione”. E il premier spagnolo, ha raccontato Barroso, “ha reagito in modo estremamente positivo a questa idea”.

martedì, 12 giu 2012 - 13:05



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