Cominciano i saluti. E inevitabilmente rendono l’aria intorno al Taranto più pesante. Anche quello di Nicolas Bremec, che pure era scontato. In scadenza di contratto, per tre anni legato alla speranza di togliersi una soddisfazione personale quasi a dispetto di un rapporto conflittuale con la proprietà, il portiere era comunque tra gli ex virtuali. Una pattuglia di giocatori cui bastava arrivare a fine stagione per essere svincolati e quindi con la possibilità di trasferirsi altrove a parametro zero. Andrà, infatti, altrove: alla Reggina, dove è pronto un biennale da 150mila euro. E presto sarà raggiunto da Sosa (che già può chiedere la rescissione del contratto dopo la messa in mora), probabilmente da Di Deo e anche da Di Bari, che è tra quelli consigliati da Dionigi, che dal canto suo andrà a Reggio Calabria non appena finirà il braccio di ferro con D’Addario per la rescissione del suo contratto.
Sono i primi, ad andare via. Non saranno gli ultimi, visto che tutti i giocatori attualmente in organico, eccezion fatta per Sciaudone e Chiaretti (e, almeno per qualche giorno ancora, anche per Sabatino), possono chiedere la rescissione. Ma qui è chiaro che entrano in gioco le richieste: per alcuni dei rossoblù, specie per quelli con contratti più lunghi, non c’è fretta di rescindere. Lo faranno non appena avranno qualche richiesta, altrimenti resteranno in attesa di una difficile svolta societaria. Che è un altro argomento scottante, il più scottante di queste ore. Saranno i prossimi giorni quelli decisivi: Ermanno Pieroni è in contatto con Enzo D’Addario e sta cercando una soluzione, carte alla mano. Che si traduce nel trovare finanziatori, essenzialmente: lo «spiraglio» di cui parla l’ex patron è sempre Aldo Spinelli, che al di là di quello che pubblicamente afferma un pensiero lo starebbe facendo. Ma servono garanzie, sia sui debiti non accertati della società, sia sulla eventuale “partecipazione” esterna al progetto. Ma siccome il tempo a disposizione non è molto e i soldi da tirar fuori sono tanti, non c’è più da tergiversare: o si trova una soluzione la prossima settimana oppure si tira giù la serranda e si ricomincia dalla D.
Resta da interpretare, nel frattempo, l’ultima mossa interna alla società fatta da Enzo D’Addario: ha consegnato le lettere di licenziamento ad alcuni dipendenti dell’A.S. Taranto (gli uomini impegnati nell’ufficio marketing) interrompendo il contratto con un mese di anticipo (fa eccezione l’addetto stampa Sebastio, il cui contratto è scaduto naturalmente). Gente che comunque ha crediti nei confronti del club, ma non sembra certo questo il motivo. Rientra nella “pulizia” avviata per cedere? Non c’è risposta, per il momento. Non ci sarà, finché non si saprà se un passaggio di consegne è cosa seria o è un’illusione che muore.
Domani, intanto, alle 21 al Circolo Velico dell’Alto Jonio (viale Virgilio 4 a Taranto), è convocata una riunione aperta a tutti i soci dell’APS Fondazione Taras 706 a.C. Si parlerà della situazione attuale A.S. Taranto (discussione e proposte) e delle iniziative promozionali della Fondazione (resoconto su quelle già portate a termine e su quelle in programma). Anche questo fronte potrebbe dare novità.