Sono tanti e diversi i disagi che i malati di tumore, che usufruivano del trasporto gratuito offerto dall’Asl, vivono dal 1° giugno.
Per cercare di capire le loro difficoltà, tra problemi economici e sensazioni di abbandono da parte delle istituzioni, il Corriere ha voluto dar voce ad alcuni di loro.
«Ho bisogno del trasporto perchè questo servizio era importante per me e per tutti gli ammalati come me ed ora siamo in difficoltà» dice Dora (il cognome non lo pubblichiamo per questioni di privacy, così come per gli altri malati, ndr) 41 anni, casalinga, ancora in cura e sotto controllo medico con una serie di visite ed esami diagnostici da effettuare. Risiede a Crispiano, dove vive con il marito disoccupato e tre figli, di cui due bambini. Ha usufruito del servizio di trasporto per malati oncologici da gennaio 2011 fino al mese scorso.
«In questi anni mi sono sottoposta a terapie a Martina, controlli a Taranto e sono stata ricoverata al “Moscati” – racconta – senza il servizio gratuito non so come avrei potuto fare. Al momento sono in grosse difficoltà economiche. Dovrei sottopormi alla gastroscopia ma sto rimandando, così come la risonanza magnetica e la visita radioterapica, sono bloccata perchè non ho nessuno che mi possa accompagnare».
La donna è preoccupata per la sua salute in quanto ha una serie di patologie oltre al tumore e qualche giorno fa è svenuta. «Ho paura ora di uscire da sola perchè sono debole». Per lei è impossibile prendere un autobus e per questo rivolge un accorato appello al direttore generale dell’Asl dottor Vito Fabrizio Scattaglia ed al presidente della Regione Vendola: «Vi prego di ripristinare il servizio importante per me e per tutti gli ammalati come me. C’è crisi per tutti e non posso chiedere ad altri di accompagnarmi anche perchè non potrei rimborsare loro la benzina. Sono in difficoltà senza questo servizio».
Alla disperazione della 41enne di Crispiano si unisce quella di Alberta 53 anni, casalinga, residente al Borgo a Taranto, non è sposata ma convive con una persona che purtroppo da tre anni non ha lavoro. «Ho usufruito per due anni e mezzo dell’accompagnamento e nei avrei ancora bisogno. Ogni lunedì e martedì faccio terapia, mi sto trovando male senza questo servizio, i costi sono tanti. A volte chiedo a conoscenti di accompagnarmi, ma non posso approfittare sempre di loro. Sto cercando di effettuare a Taranto analisi e visite, mentre per la chemio a Martina avrò bisogno di farmi accompagnare ma non so fino a quando sarà possibile». Come tante persone nelle sue condizioni prendere il bus è impossibile in quanto debilitata e con l’arrivo della stagione calda i rischi di malori improvvisi sono maggiori. «Per me – aggiunge – hanno fatto un errore a sospendere il servizio che deve riprendere al più presto possibile perchè noi malati ne abbiamo bisogno».
Anna Maria, risiede ai Tamburi dove vive sola, ha 64 anni ed a settembre andrà in prepensionamento poichè per via del tumore non riesce più a lavorare. Deve sottoporsi spesso a controlli e terapie e «grazie al servizio di trasporto dell’Asl non ho avuto problemi di accompagnamento. Ne ho usufruito da giugno 2010 sino al mese scorso. Gli operatori socio sanitari e persino gli autisti non si sono limitati solo ad accompagnarmi, mi hanno dato sostegno morale. C’era sempre un “oss” che rimaneva con me finchè non entravo nella sala della chemio e poi la ritrovavo all’uscita per riaccompagnarmi a casa. Il mio bisogno non era solo fisico ma anche economico. Questo servizio mi ha permesso di effettuare cure e controlli ogni volta che ne avevo necessità. Adesso da quando il servizio è stato interrotto dall’Asl, devo sottostare agli impegni degli altri. Cerco di far convogliare i controlli in un unica giornata e tutti a Taranto. Con l’accompagnamento dell’oss invece potevo raggiungere qualunque sede in provincia, come Martina ad esempio, ed avere così la possibilità di una visita o di un esame diagnostico in tempi brevi, cosa che adesso non posso più fare. Questo servizio era ed è prezioso per noi malati. Comprendo che siamo in un momento di crisi, però ci sono tanti altri servizi che potrebbero essere sospesi, così si è calpestata la malattia e noi pazienti. Ho anche inviato una dichiarazione scritta al Tribunale per i diritti del malato per pregare affinchè intervenisse per evitare la sospensione di questo servizio ma ad oggi non ho avuto alcuna risposta».