Misterioso sversamento ieri mattina in prossimità dei canali di scarico dell'area industriale

Chiazza oleosa, allarme in Mar Grande

Una chiazza oleosa e schiumosa, molto estesa, proveniente dai canali di scarico nell’area portuale, utilizzati dall’Ilva e dalle altre aziende dell’area industriale. L’ennesimo sversamento in mare si è verificato ieri mattina tra le 9.40 e le 10.30.  A segnalarlo è Fabio Matacchiera, presidente del Fondo Antidiossina e ambientalista della prima ora. «Ieri mattina – racconta – ho ricevuto una segnalazione in merito alla presenza di una lunga scia di fango e sostanze schiumose che fuoriuscivano dal canale di scarico dell’area industriale. Mi sono recato sul posto a bordo di un’imbarcazione ed ho potuto constatare personalmente che quanto mi avevano raccontato corrispondeva alla verità».
L’ambientalista non azzarda ipotesi nè sulle cause dello sversamento, nè sul contenuto. «In questi casi – dice – bisogna essere prudenti anche perchè, appena giunto sul posto, ho avvisato la Capitaneria di Porto. Purtroppo, i militari sono arrivato dopo mezzogiorno quando il vento e la marea avevano già disperso la chiazza».
Dai canali dell’area industriale defluiscono in mare acque utilizzate nei processi produttivi dell’Ilva e delle altre industrie presenti nella zona. Acque che dovrebbero subire un trattamento  prima di essere scaricate. Cosa è successo ieri mattina? «Lo ripeto – continua Matacchiera – al momento non possiamo formulare alcuna ipotesi. Le uniche impressioni che posso riferire sono quelle che ho ricevuto al tatto ed alla vista della chiazza. Sicuramente si trattava di sostanze schiumose ed oleose. Per esperienza, essendomi già imbattuto in circostanze simili negli anni scorsi con l’associazione Caretta Caretta, ho la sensazione che si tratti di materiale contenente idrocarburi policiclici aromatici. Ma su questo saremo più precisi nei prossimi giorni quando avremo avuto  l’esito delle analisi che faremo eseguire da un laboratorio specializzato a nostre spese».
Matacchiera, infatti, ha prelevato dei campioni di acqua che saranno esaminati. «Quando ho immerso le mani nella chiazza – racconta – ho avvertito prurito e bruciore nonostante fossi munito di guanti in lattice». Cosa è accaduto? E’ normale lo sversamento di queste sostanze in mare? Per ora queste domande sono senza risposta. Ma è ancora Matacchiera a fornire elementi di riflessioni. «I fondali dello specchio di mare su cui è avvenuto lo sversamento – afferma – negli anni scorsi sono stati analizzati da Cnr e Ispra e sono risultati fortemente contaminati da Ipa. Le nostre analisi sono finalizzate proprio a fare luce sull’eventuale presenza di Ipa, metalli pesanti, diossine e pcb».
Occorreranno diversi giorni, però, prima di conoscere il risultato degli accertamenti commissionati dal Fondo antidiossina di Matacchiera. Il tema delle acque di scarico dell’area industriale è un argomento molto dibattuto in sede di Autorizzazione integrata ambientale. Se ne è discusso anche nei giorni scorsi dinanzi al Tar di Lecce, durante l’esame del ricorso presentato proprio dall’Ilva, contro alcune prescrizioni inserite nell’Autorizzazione integrata ambientale concessa ad agosto del 2011.
m. tur.

domenica, 10 giu 2012 - 14:30



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