“Smart cities”, illuminazione e città intelligenti

ROMA – Se ne parla tanto, ma per realizzare le cosiddette “smart cities”, le città intelligenti, è necessario partire dalla base, ovvero dalla riqualificazione dell’illuminazione pubblica a partire da un impianto a norma e un comune in regola. In primo luogo perché “riqualificando l’impianto, i comuni possono arrivare a risparmiare più del 30% dell’energia che viene consumata a causa di impianti non a norma e non efficienti”, spiega all’Adnkronos Nicoletta Gozo, coordinatrice del progetto Lumière di Enea, e poi perché questo è il primo passo verso la costruzione di un futuro smart.Se il settore dell’illuminazione pubblica rappresenta oggi una delle voci maggiori della spesa energetica dei comuni italiani, è anche vero che ci sono ampi margini di riduzione grazie alla presenza sul mercato di tecnologie efficienti e di competenze tecnico-scientifiche per applicarle. Lumière è il progetto di ricerca e trasferimento strutturato da Enea per promuove proprio l’efficienza energetica nel settore, è rivolto principalmente ai sindaci e loro amministratori ma anche a tutti coloro che direttamente o indirettamente operano nel settore e s’identificano in promotori della sostenibilità ambientale. Dai ricercatori agli installatori fino a chi si occupa di inquinamento luminoso.
Lo slogan è “illuminare dove serve, quanto serve, come serve e in un’ottica di armonia tra la progettazione illuminotecnica e le caratteristiche urbanistiche”, aggiunge la Gozo, e il passo obbligato è la riqualificazione oggi dell’impianto di illuminazione pubblica, perché diventi domani “una piattaforma ideale per aggiungere servizi di pubblica utilità: telecamere per la gestione del traffico o per la sicurezza, centraline per il monitoraggio dell’aria, Wi-Fi collegato nel punto luce, illuminazione on demand delle strade”.
Il progetto punta, quindi, a fornire alle pubbliche amministrazioni le competenze fondamentali per la gestione efficiente e sostenibile degli impianti. A dimostrarsi molto interessati, finora, “sono stati i comuni del Sud Italia – aggiunge la coordinatrice del progetto, citando la Regione Sicilia, la provincia di Potenza e i comuni del Lazio – abbiamo avuto finora 800 adesioni a ai nostri workshop sono stati invitati 4.500 comuni di tutta Italia”.
L’obiettivo finale è quello di “definire un percorso ideale per l’efficientamento energetico fornendo tutti gli strumenti necessari affinché il percorso possa essere intrapreso dalle amministrazioni”.

sabato, 9 giu 2012 - 13:34

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