La criminologa Bruzzone in aula nella 17^ udienza del processo sul delitto di Avetrana

“Michele pianse e accusò Sabrina”

Il comadante degli agenti carcerari, Lamarca: Misseri lucido durante il sopralluogo

L’uomo dalle infinite versioni, Michele Misseri, resta un personaggio chiave del delitto di Avetrana. La maggior parte delle testimonianze riguardavano il suo tentativo di attribuire le accuse alla figlia agli effetti degli psicofarmaci. Un sistema a cui spesso i pentiti ricorrono nel tentativo di ritrattare le loro dichiarazioni. Ci ha provato anche Michele, sostenendo che era confuso quel 15 ottobre, quando chiamò in correità Sabrina. Ma è stato smentito dai diari del carcere e dalle testimonianze, peraltro qualificate, di un infermiere, dello psichiatra e del comandante degli agenti della Polizia Penitenziaria. L’infermiere Cosimo Damiano Maggi, di turno la sera del 14 e la notte del 15 ottobre 2010, ha confermato le dichiarazioni rese ai carabinieri a ottobre 2010. La sera precedente il sopralluogo in garage, rifiutò la terapia: «Mi disse che non voleva assumere psicofarmaci». Lo psichiatra Giovanni Primiani ha raccontato che Misseri fu sottoposto alla somministrazione di psicofarmaci per pochi giorni. Entrato in carcere il 7 ottobre, il 9 rifiutò la terapia, spiegando: «Dormo bene anche senza». Primiani ha raccontato anche dei colloqui nei quali Michele gli ha confidato di essere lui l’assassino di Sarah: «Mi ha detto di averla strangolata con una corda quando lei è scesa in garage. Era infuriato perché il trattore non partiva». Sull’assunzione dei farmaci è stato interrogato anche il comandante della Polizia Penitenziaria Giovanni Lamarca il quale ha spiegato che la mattina del 6 novembre, quando, con i carabinieri e i magistrati, lo accompagnò ad Avetrana per il sopralluogo in garage e al pozzo, Michele gli disse di «non aver preso farmaci». Inoltre, ha sottolineato, «appariva lucido», non lo ha «mai sentito pronunciare frasi sconnesse» e «mi ha detto di aver dormito la notte». Il giallo degli psicofarmaci viene chiarito, con qualche scintilla fra il pm Mariano Buccoliero e l’avvocato Roberto Borgogno, difensore di Sabrina con Nicola Marseglia. Michele è anche al centro della testimonianza della sua ex consunte, la criminologa Roberta Bruzzone, nota opinionista televisiva, in aula «in veste multipla», come sottolinea l’avvocato Marseglia testimone, consulente e parte offesa a seguito delle accuse di Michele. «L’ho incontrato la prima volta il 5 novembre e gli ho chiesto di raccontarmi quello che era accaduto il 26 agosto. Ho notato subito delle incongruenze nel suo racconto. Ho cominciato a parlargli di Sarah, chiedendogli che tipo di rapporto avesse avuto con lei. Lui ha raccontato alcuni episodi di vita familiare e, mentre mi parlava della nipote, si è fermato e si è messo a piangere. Mi ha detto: io non ho ucciso Sarah, ero sulla sdraio. E’ stata Sabrina. A quel punto mi sono fermata e con l’avvocato Galoppa abbiamo contattato il vostro ufficio – ha detto rivolgendosi ai pm – e in attesa del vostro arrivo, abbiamo parlato della campagna ma non del 26 agosto». A proposito dell’incidente probatorio, la testimone dell’accusa ha spiegato che Michele «era consapevole dell’importanza dell’interrogatorio e del significato. Aveva paura della possibile reazione della figlia e per questo chiese di essere collocato in una posizione protetta». Lei ha mai suggerito a Michele di accusare falsamente la figlia, dicendogli che lei avrebbe preso solo due anni di carcere e lui sarebbe andato in convento ai domiciliari? Le hanno chiesto i pm Buccoliero e Argentino. La risposta è stata: «Assolutamente no. Io ho sempre invitato Misseri a dire la verità qualunque essa fosse». A proposito dei rapporti con la famiglia, la criminologa ha spiegato che «lui non ha mai pronunciato una parola negativa nei confronti della moglie o della figlia. Con Sabrina aveva un legame speciale. Di Cosima aveva una grande stima». Ma «subiva pressioni continue dalla famiglia e questo lo aveva infastidito». Dopo l’incidente probatorio ha fatto dietro front. Ma ormai non gli crede più nessuno.

mercoledì, 6 giu 2012 - 20:35



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