DOPO IL VOTO - Giovedì il vertice di maggioranza. Probabili incarichi a tempo

Giunta, Stefàno non esclude i tecnici

Seggi elettorali, ecco i verbali dubbi

Gli assessori saranno otto. Sommando  la presidenza del Consiglio, il totale dei  disponibili fa  nove. Se poi si conta il cda dell’Amiu (in proroga) e quello dell’Amat (scadenza prossima) le poltrone diventano 15, senza dimenticare la presidenza  del Centro Ittico. E siamo a 16.
Ci sarebbero l’Asi (il Comune partecipa alla designazione dei vertici) e le commissioni consiliari. Tra breve e medio termine, le scadenze entrano in agenda e nel volgere di un paio di settimane ad ogni casella corrisponderà un nome e naturalmente il simbolo che lo accompagna. La legge è chiara: bando pubblico o nomina fiduciaria che sia, quando si tratta di Amministrazione comunale a decidere è solo e soltanto il sindaco (tranne i revisori, eletti dal Consiglio).
«Ma questa volta ha preso meno voti della coalizione, non potrà prescindere dai partiti» è il ritornello di chi spera che Stefàno, al contrario di quanto disposto nel 2007, possa rinunciare all’idea di circondarsi di persone di stretta fiducia, al di là delle alleanza.
«Chi conosce il sindaco, sa che parlerà chiaro e imporrà lo schema che ha in mente da quando ha vinto» è invece il controcanto che annuncia tempi duri per le segreterie convinte di aver conquistato il Palazzo a suon di preferenze. Insomma, la maggioranza dovrà affrontare nelle prossime ore la prova più difficile: dimostrare di sapere vincere, che in politica è molto più difficile dell’elaborazione di un lutto.
E se gli assessori non dovranno superare quota otto, è facile immaginare come il Pd al massimo potrà averne due (più la presidenza del Consiglio).
Due deleghe anche per Sds, una per Sel e Udc, una per Api e Puglia per Vendola. Ma siamo già ad otto.
In tal caso, Idv e Ambiente e Lavoro resterebbero fuori gioco. Le opzioni, nel caso, sarebbero due: i gruppi minori potrebbero essere invitati a federarsi in Consiglio, di fatto, proponendo il nome di un assessore. In secondo luogo, avrebbero il diritto di indicare un paio di opzioni per i nuovi consigli di amministrazione delle aziende comunali più la gestione di commissioni consiliari.
Se ne discuterà giovedì, certamente, ma c’è una terza via che prevede maggiori sacrifici da parte della componente politica a fronte di una opzione alla quale Stefàno difficilmente rinuncerà: la nomina di almeno un amministratore tecnico attingendo, probabilmente, dalla scorsa Giunta. E qui i nomi sono diversi ma in pole ci sono Palumbo e Lemma.
Quanto ai partiti, se la Duranti dovesse  diventare vicesindaco (Sel), Bitetti sarebbe il nuovo presidente del Consiglio comunale (Pd) e gli assessori democratici potrebbero essere Baio (primo dei non eletti), se nessuno dei cinque  pelilliani eletti non volesse entrare in Giunta, e un esterno (Scarcia o Chiatante).
Udc punterebbe su Stellato, Api su Ciocia, Puglia per Vendola preferirebbe l’Amiu mentre Sds dovrà scegliere due nomi tra Cosa, Scasciamacchia e Spalluto (qui i voti definitivi saranno determinanti). Partita aperta, comunque.
Infine, la sorpresa che sta montando: il sindaco potrebbe assegnare incarichi a tempo. In tal caso, sarebbe difficile vedere in Giunta consiglieri neo eletti e già sull’orlo delle dimissioni.

Seggio pilota, la verifica

delle preferenze  continua

I gruppi consiliari sono praticamente fatti.
Qualche piccola variazione potrebbe ancora essere apportata,  specie tra le file dei cosiddetti “primi dei non eletti”. In alcuni casi, infatti, ci sono aspiranti consiglieri divisi da una manciata di voti (Sds e Sel, ad esempio).
L’ordine d’arrivo, naturalmente, diventa determinante ai fini dell’assegnazione delle deleghe assessorili e degli equilibri interni ad ogni partito o movimento politico.
Insomma, l’attesa del mondo politico è giustificata così come il lavoro di verifica in corso, minuzioso quanto necessario perchè, come ormai noto, le incongruenze nei verbali sono tante e anche piuttosto gravi.
Il riconteggio del «seggio pilota» non prevede certo la riapertura delle urne ma dai verbali, uno per uno, spulciati al dettaglio, ciò che emerge è il quadro sconfortante prodotto da approssimazione e, in alcuni casi,  clamorosi errori di calcolo.  Errori da valutare, naturalmente.
Si tratta di scrutatori nominati e non sorteggiati, tanto per ricordare una delle polemiche che ha segnato la fase pre elettorale. Metodo previsto dalla legge ma contestato a più voci per questioni di opportunità.
Come abbiamo anticipato la scorsa settimana, la Commissione Centrale Elettorale presieduta dal giudice Ciro Fiore ha già messo da parte una quindicina  di verbali che saranno rivisti con maggior cura e cautela al termine della verifica più generale o, se possibile contestualmente al lavoro ordinario in corso.
Si tratterebbe, a quanto pare, dei  verbali delle sezioni 3, 20, 22,23,24,25, 41,42,43,44,45,46, 76,77 e 94. Compongono la pila dei dubbi da risolvere: alcuni risultano incompleti, altri addirittura in bianco.
L’analisi, intanto, ha raggiunto quota 103 seggi sui complessivi 191 che la commissione  è chiamata a verificare.
Il lavoro dovrebbe essere ultimato entro un paio di settimane, stando al cronoprogramma annunciato dal presidente in occasione della proclamazione nel sindaco confermato.
Quasi tutti i papabili – tra eletti certi, quasi eletti e non eletti che sperano di farcela – restano in trepidante attesa della proclamazione definitiva. Anche Stefàno, sino a qualche giorno fa, ha ritenuto fondamentale l’appuntamento con i dati ufficiali prima di tracciare la fisionomia della sua nuova squadra di assessori.
La riunione di maggioranza, convocata per giovedì sera a Palazzo di Città,  è adesso un’accelerazione sul percorso che potrebbe, chissà, prescindere anche dalla stessa proclamazione.

martedì, 5 giu 2012 - 20:00



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