Stefàno-forze economiche: incontro decisivo per le sorti del Taranto

Giornata importante, forse decisiva. Perchè è giunto il momento di scoprire le reali intenzioni. Bisogna capire se il calcio a Taranto (e non è detto che sia l’As Taranto) può contare sul sostegno dell’imprenditoria locale. L’opera di mediazione del sindaco Ippazio Stefàno e del presidente della Provincia, Gianni Florido vivrà oggi pomeriggio (1/6) una tappa fondamentale. A Palazzo di Città è previsto un tavolo con i rappresentanti locali di Confindustria, della Confcommercio e di altre forze economiche per sondare la disponibilità e la possibilità di un sostegno al calcio rossoblù. Ma, è bene dirlo, tutto resta molto aleatorio. Lo stesso sindaco Stefàno è in attesa di conoscere la situazione contabile per poter organizzare un aiuto concreto. Proprio qui è il punto. Bisognerà comprendere la reale volontà del numero 1 di via Martellotta. Se le ore 14 di oggi (limite per la consegna dello stato delle passività del club) verranno disattese, allora la sua volontà di abbandonare si presenterebbe a diverse interpretazioni.
«Ho chiamato il presidente D’Addario per avere  questa quota – dice – Senza  qualcosa di scritto non posso esercitare il mio ruolo». Sulla lettera inviata dal massimo dirigente, il primo cittadino non riscontra alcuna anomalia. «Al contrario. Lui è il proprietario e vuole avere un potere decisionale. Io ho questo mandato improprio di procacciatore d’affari: non ho nessun potere o delega. Devo sensibilizzare il territorio e creare un possibile contatto».
Dall’incontro di questo pomeriggio, si nutre un leggero ottimismo, anche perchè non si vuole disperdere il lavoro tessuto circa sei mesi fa. «Mi aspetto da questa riunione che chi ha in animo di dare una mano alla squadra, ma anche alla città di Taranto, si faccia avanti. Ho riscontrato interesse e passione per un possibile intervento. E’ normale che le nostre parole hanno un fondamento relativo se non abbiamo una cifra di riferimento con cui rapportarci. Cesareo? Non voglio fare nomi. Dico solo che c’è interesse, anche in quegli ambiti. Vediamo. Io sono sempre ottimista. E’ l’ottimismo di chi con il lavoro e con l’impegno vuole arrivare a risolvere i problemi».
Al tavolo ci sarà anche la Grande Industria. Su cui più di qualcuno ripone  fiducia in questo tentativo di salvataggio. Il nome di Vincenzo Cesareo è spuntato nelle ultime ore, come punto di riferimento di un progetto ad ampio raggio. Il prossimo presidente di Confindustria resta molto cauto. «Ho ricevuto numerose telefonate che volevano conoscere del mio presunto interessamento. Per la precisione io al momento non rappresento la grande industria, ma le piccole e medie imprese. Non so se la grande industria sia realmente interessata. Per quello che mi riguarda, posso affermare che nè io nè il mio gruppo ha avuto contatti con il presidente Enzo D’Addario. Io non sarò presente all’incontro di Palazzo di Città perchè impegnato fuori Taranto per motivi di lavoro, ma ci sarà il presidente Luigi Sportelli oltre a tutte le altre associazioni. Posso dire che siamo propensi a trovare tutte le soluzioni per offrire un contributo tangibile al calcio tarantino».

Qual è l’umore di Pieroni?

Resta defilato, ma è una parte attiva di questo lungo romanzo che forse deve ancora scrivere le pagine più succose. Non sappiamo, però, se questo ruolo resterà tale anche nelle prossime settimane. Ermanno Pieroni dice di essere al lavoro. Non vuole rilasciare dichiarazioni ufficiali. Si è già sporto abbastanza. Di lui si sa che sarebbe emissario per un gruppo non meglio identificato, che avrebbe manifestato (qualche settimana fa però) il suo interessamento a trattare il passaggio di proprietà dell’As Taranto. E che magari tenderà un orecchio a quanto accadrà nell’incontro di questo pomeriggio a Palazzo di Città. Ma è anche vero che il suo sforzo di inserirsi in questa trama abbia ricevuto un notevole ostacolo nel mancato approdo in serie B della squadra di Dionigi. Nelle ultime ore, infatti, questo flop nei playoff avrebbe minato l’entusiasmo del dirigente marchigiano, propenso a guardare le cose con obiettività. Una prossima stagione di Lega Pro con un esborso non indifferente (almeno cinque i milioni da mettere sul piatto) e un -6 da contabilizzare non sono scenari che non invoglano particolarmente. A meno che, come si diceva, la riunione di oggi pomeriggio non dovrebbe partorire favorevoli novità. Sul monte debiti c’è naturalmente la massa di spettanze arretrate da corrispondere ai giocatori. Dal 5 giugno i calciatori rossoblù potranno  ottenere la risoluzione per morosità, ma non è automatico che avvenga. La soluzione converrà probabilmente a coloro che prevedono di avere un mercato favorevole. Resta sempre sospesa l’idea di sanare queste pendenze economiche per ricavare un buon gruzzolo sul mercato. Anche qui il problema è che servono i soldi. Molti altri (tra questi ovviamente c’è chi ha un contratto in scadenza), invece, sembrano propensi a non svincolarsi e questa situazione appensantirebbe ancora di più la massa debitoria. Tutto molto aleatorio. C’è la voglia di passi e dichiarazioni ufficiali.

venerdì, 1 giu 2012 - 16:02

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