Nel mirino l'approvazione del progetto per la realizzazione di una strada

Abuso d’ufficio, indagati 26 amministratori comunali di Ginosa

Rischiano di finire sotto processo anche il sindaco attuale De Palma e l'ex Montanaro

La vicenda aveva già sollevato un polverone a Ginosa e ora potrebbe diventare materia di un processo. L’esproprio di alcune aree per la realizzazione di una via di accesso al mare costeggiante il lago Salinella ha innescato una serie di polemiche e un contenzioso. La controversa questione è finita sotto la lente d’ingrandimento della Procura della Repubblica di Taranto in seguito all’esposto presentato dal proprietario dell’area da espropriare, Pietro Cioccoloni.
Concluse le indagini, rischiano di essere rinviati a giudizio 26 indagati fra cui l’ex sindaco Luigi Montanaro, assessori, consiglieri comunali della maggioranza e dell’opposizione, fra i quali figura anche l’attuale sindaco Vito De Palma (all’epoca presidente del Consiglio comunale), un tecnico e e il legale rappresentante della società che gestisce la struttura turistica.
I fatti contestati risalgono al 2008. Stando alla ricostruzione dell’accusa, il Consiglio comunale di Ginosa ha approvato un intervento finanziato con fondi Por, per il potenziamento di infrastrutture turistiche,  che comportava l’esproprio di alcune aree, a Marina di Ginosa, al fine di realizzare un passaggio pedonale per raggiungere il mare.
L’intervento, secondo gli inquirenti, avrebbe favorito gli interessi del villaggio e, allo stesso tempo, avrebbe danneggiato il proprietario dell’appezzamento da espropriare. Quest’ultimo,  in quanto proprietario, non è stato preventivamente informato (almeno venti giorni prima) della delibera che sarebbe passata al vaglio del Consiglio per l’apposizione del vincolo  preordinato all’espropriazione sulle aree. Mentre, è l’altra contestazione, la comunicazione dell’avvio del procedimento relativo all’approvazione del progetto definitivo gli è stata notificata prima della scadenza del termine per la presentazione di eventuali osservazioni.
Le presunte illegittimità del procedimento non sono finite qui. La Giunta, da quanto emerso dalle indagini della Digos, si sarebbe sostituita al Consiglio nell’approvazione del progetto esecutivo e della variante del piano regolatore, per di più, secondo l’accusa, attestando falsamente l’avvenuta approvazione di quello definitivo. In realtà, il Consiglio aveva dato il placet a quello preliminare.
L’opera, peraltro, è sempre la tesi dell’accusa, non era indispensabile in quanto un passaggio verso il mare, all’interno   del villaggio, era stato già realizzato nel 2006 e gli oneri per l’esproprio e per la realizzazione sarebbero ricaduti sull’erario.
I reati ipotizzati sono quelli di abuso d’ufficio nei confronti di tutti gli indagati e di falso nei confronti dell’ex sindaco,  di sei assessori e del tecnico comunale.
Il pm Remo Epifani ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli indagati, quindi la vicenda passerà al vaglio del giudice delle udienze preliminari.

venerdì, 1 giu 2012 - 20:00



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