Il poker tricolore non arriva. Il sogno del Statte di conquistare il suo quarto scudetto per la prima volta davanti ai propri eccezionali tifosi si infrange ancora sullo scoglio della Pro Reggina.
Il titolo prende la strada dello Stretto in una gara-3 che, come in un copione da film, si articola con lo stesso andamento e lo stesso risultato della partita di due giorni prima. Per la squadra calabrese l’operazione-sorpasso, dopo la sconfitta subita all’andata (che sembrava incanalare la sfida a favore delle rossoblù di Marzella) vale il primo scudetto della sua storia.
Uno scudetto costruito ancora grazie alla sua solidità difensiva e ai colpi delle sue giovani giocatrici (età media 23 anni), dotate di tecnica fine e di capacità atletiche non indifferenti.
E non è un caso che, anche questa volta, il gol del 2-1 sia arrivato nel finale di gara, con le rossoblù di Marzella (30 anni di media) in evidente carenza di fiato.
PARTITA. Il cliché della gara è quello preventivato, capovolto rispetto a due giorni prima. Stavolta è il Real a mantenere costantemente il possesso della palla, ma la sua ricerca di uno spiraglio giusto davanti alla porta difesa da Trovato Mazza cozza con l’attenta disposizione difensiva amaranto.
Le calabresi controllano con sicurezza gli attacchi rossoblù ma a loro volta non trovano grandi spazi in contropiede, se si esclude l’azione del 4′: Siclari sfrutta un’indicesione rossoblù, serve un ottimo pallone a Romeo che sola davanti a Margarito non riesce a calciare.
Da questo momento è solo l’Italcave a “fare” la partita. La prima conclusione di Convertino è sbagliata, ma diventa un assist per D’Ippolito che cerca di deviare in rete ma sfiora soltanto la palla di testa.
Marzella mette presto Marangione in campoa.
Dopo un tentativo aleatorio di D’Ippolito dalla distanza controllato da Trovato Mazza ed una incertezza di Marangione su buona occasione.
Il Real finalmente aumenta la pressione offensiva stringendo le calabresi nella loro metà campo e per ben due volte al 14′ la neoetrata Porta ha la palla buona: nella prima lanciata, in contropiede, impegna in corner Trovato, sull’azione d’angolo tenta un un improbabile pallonetto.
Il gol reggino arriva inatteso. Un intervento di D’Ippolito su Violi viene giudicato falloso tra le proteste della tifoseria locale. Mezzatesta si incarica del tiro e, approfittando della barriera solitaria di Buonfrate, con una parabola ad effetto beffa Margarito.
La Reggina cresce di tono, pressa maggiormente le padrone di casa, in confusione pr la rete presa, e crea diverse situazioni di pericolo, ma il risultato non cambia fino all’intervallo.
Nella ripresa, come 48 ore prima, il Real ha un piglio più deciso. Un altro fallo contestato consente a Siclari di battere una pericolosa punizione dal limite, ma Marangione chiude bene lo specchio.
Il Real pareggia subito dopo: Nicoletti in ombra per… una gara e mezza, scende sulla sinistra e sfruttando il “blocco” di D’Ippolito, supera Siclari e con un tocco preciso infila la porta.
La reazione ospite è affidata alla solita Siclari, conclusione centrale .
La gara si scalda per un fallo fischiato a Marangione in attacco. Le azioni si susseguono in maniera, ci provano D’Ippolito, poi Presto, le difese tengono botta. Al 6′ Nicoletti riprova a beffare la difesa ospite con un altro dribbling sulla sinistra, stavolta il suo tiro è fuori.
La risposta della Reggina è un clamoroso palo colpito in contropiede da Politi servita da Mezzatesta.
Al 9′ ancora Politi va via solitarria in contropiede vincendo due rimpalli, ma trova la solita Margarito pronta a sbarrarle la strada. Risponde il funambolo Nicoletti con un tiro fuori misura.
All’11′ nuovo contropiede ospite di Presto che libera Siclari il cui tiro di prima intenzione è splendidamente deviato da Margarito.
Nella parte finale il Real cala vistosamente dal punto di vista atletico, Marzella immette forze fresche (Porta e Bianco) e fa rifiatare finalmente anche D’Ippolito.
La Reggina capisce che può osare e si porta decisamente avanti, Presto prova a sorprendere Margarito (17′). Un pericoloso calcio di punizione dal limite di Siclari finisce altissimo.
Break rossoblù con Convertino (tiro da posizione difficile a lato), poi arriva il gol-partita a due minuti ed un secondo dalla sirena: ancora Presto dà in profondità per Siclari che di prima intenzione batte Margarito.
Marzella, come il suo collega Tramontana due giorni prima, tenta la carta del portiere di movimento (D’Ippolito con la maglia scura). La mossa produce solo tiri da lontano di D’Ippolito e Convertino. La Reggina ed i suoi tifosi esultano, la tifoseria di casa applaude vincitrici e vinte.