Per Enzo D’Addario c’è un’altra partita da giocare. Una partita impegnativa che col campionato di calcio, col Taranto e col campo da gioco non c’entra nulla. Questa volta si tratta di questioni giudiziarie, del sequestro preventivo per equivalente di un palazzo che si trova nel cuore del Borgo, in via Berardi. Il presidente del Taranto Calcio è finito nel mirino della magistratura come imprenditore per un presunto caso di evasione che ha destato notevole clamore non tanto per la cifra considerevole, quattro milioni e mezzo di euro e la misura adottata dall’autorità giudiziaria, quanto per la notorietà di D’Addario. Il 12 maggio scorso, i militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, in esecuzione di un decreto emesso dal gip Patrizia Todisco su richiesta del pm Filly Di Tursi, hanno sottoposto a sequestro il palazzo di via Berardi. L’adozione del provvedimento è scaturita da una verifica fiscale eseguita dalle Fiamme Gialle nel corso della quale sono stati riscontrati, per i periodi d’imposta dal 2009 al 2011, omessi versamenti di Iva e ritenute per un importo pari a quattro milioni e mezzo di euro e l’indebita compensazione fra debiti e crediti col fisco. Il legale di fiducia di D’Addario, l’avvocato Antonio Raffo, ha impugnato il provvedimento dinanzi al Tribunale del Riesame. L’udienza in camera di consiglio per la discussione della richiesta di restituzione dei beni è prevista domani, dinanzi alla seconda sezione penale del tribunale del capoluogo ionico (presidente il giudice Alessandra Romano). Dinanzi al Riesame si confronteranno le tesi della pubblica accusa dalle quali è scaturita la richiesta di sequestro e della difesa che chiederà l’annullamento del decreto di sequestro e la restituzione dell’immobile. L’obiettivo principale del legale è quello di dimostrare che la questione è stata già chiarita dal punto di vista fiscale. Ciò trova riscontro nell’intenzione dell’imprenditore di non sottrarsi ai suoi obblighi nei confronti del fisco, come dimostra del resto l’avvio della procedura di rateizzazione già attivata con l’Agenzia delle entrate. Dopo l’esame delle prime istanze, infatti, l’imprenditore è stato ammesso al pagamento rateale attualmente in corso di esecuzione. Secondo il legale di D’Addario, inoltre, «il valore dell’immobile sottoposto a sequestro è nettamente superiore alla somma da versare all’Agenzia delle entrate». Dopo la discussione, i giudici del Riesame si riserveranno la decisione che sarà resa nota nei giorni successivi. L’avvocato Raffo sta valutando anche quali iniziative adottare per impugnare anche il provvedimento di sequestro preventivo che integra il precedente. Il gip Todisco, nei giorni scorsi, ha disposto anche il sequestro dei canoni di locazione del palazzo di via Berardi, in quanto si tratta di proventi dell’immobile finito “sotto chiave”. Trattandosi di un nuovo provvedimento, sarà impugnato in seguito dal difensore. Infatti, l’annullamento (o, in alternativa, la revoca) non potrà essere chiesto nell’udienza di domani.