Il nuovo sindaco al lavoro per formare la sua squadra. Dubbi per il mantenimento della presidenza del Consiglio

Castellaneta, Gugliotti: il puzzle degli assessorati

Devolveranno le loro indennità per tenere bassi Imu e addizionali? I problemi di Pd, Patto e Fli

 

Il nuovo sindaco di Castellaneta Giovanni Gugliotti

CASTELLANETA – Le attese.
Chiuse le urne, i vincitori si distribuiscono i compiti, l’antipolitica direbbe: si dividono il bottino; gli sconfitti si interrogano: un po’ sulle cause della sconfitta, molto su come “mutilare” la vittoria degli avversari e sulla rivincita. Nel centrodestra il sindaco Giovanni Gugliotti deve costruire la sua giunta ed è alle prese con il puzzle degli assessorati. Il centrosinistra è ripiegato su se stesso in cerca del buco dal quale sono usciti voti a centinaia trasformando una vittoria ritenuta certa in cocente sconfitta, cercano i responsabili della debacle e “aspettano” i gugliottiani all’immancabile varco. Nel Patto i consiglieri eletti, Giuseppe Rochira e Maurizio Cristini, pensano in solitudine sul lungo cammino che hanno di fronte in Consiglio, ma insieme si scambiano vaghezze; e Sel tacita la risposta a un quesito di Carlo Maria Cipolla: come definire chi per far danno a un altro danneggia se stesso? Infine Fli ha gemiti agostiniani per la sua quasi scomparsa: elettori, “vi cercai e non vi trovai, il nostro cuore è inquieto”.
Sulla carta la fatica di Gugliotti non è erculea, ma quasi: con 5 assessori e presidenza del Consiglio tutte le liste avrebbero un rappresentante di vertice. Ma c’è un  “ma”. A chi dare la presidenza del Consiglio? Pdl e Udc hanno quasi gli stessi voti e tre consiglieri, ma il Pdl ha il sindaco, quindi la presidenza consiliare, per quanto inutile, anzi castale, anche al dire di “amici”, spetta all’Udc, all’ex vicepresidente Carlo Nardulli, nel qual caso rimarrebbe fuori dal vertice gli schittulliani di Mimmo Trovisi: quale la loro colpa? Fra gli assessorandi Alfredo Cellamare, 447 suffragi, si sente vicesindaco a furor di popolo e Alessandro Rubino molto suffragato si sente già riconfermato. Chi del Pdl mandare in giunta?  Anna Rita D’Ettorre è assessore uscente e prima eletta, con oltre 200 voti, ma accarezza un’idea proibita: la presidenza del Consiglio, e una realizzabile, capogruppo del Pdl, nel qual caso in giunta entrerebbe Walter Rochira capogruppo uscente. Comunque con la decadenza da consiglieri o di D’Ettorre o di Rochira e di Cellamare rientreranno in Consiglio i due decani, Annibale Cassano e Giovanni Prenna. Cassano, da medico e da anziano assolverà di nuovo al ruolo di “pater familias”, altri dicono di placebo quando ci saranno sbuffi sulfurei. E Prenna, ieri di voce flebile perché proveniente da sinistra, oggi, legittimato dall’elezione nell’Udc, dispiegherà tutta la sua “sapienza”, duttilità, democristiana. Al posto di Rubino una new entry, Marisa Descrivo. Altri dubbi per “Castellaneta anch’io”: l’eletta è Simonetta Tucci, primo dei non eletti Gianrocco De Marinis. Questi è agronomo e l’agricoltura è un settore portante dell’economia castellanetana, un tecnico in giunta. Ma anche la Tucci, maestra ai Tamburi, è conoscitrice dal di dentro del disagio scolastico e familiare, tecnica anch’essa. E se la D’Ettorre optasse per il consiglio, unica donna in giunta, quindi scelta obbligata.
Ma Gugliotti ha altri nodini: i personaggi pesanti che non possono essere lasciati a mani vuote: si può tenere in inerzia l’ex vicesindaco Vito Perrone che sa tutto di tutti e tutto? Si può tenere fuori dal Consiglio Franco Venere, autore di aspri discorsi politici e soprattutto conoscitore del caseggiato cittadino?
Infine Gugliotti sarà alle prese con problemi etici: come trarre dall’indegnità le loro indennità? Tutti gli italiani ritengono tutti i politici immeritevoli dei loro appannaggi, stipendi e privilegi: i politici municipali, quelli che s’incontrano vis a vis con i loro concittadini, devolveranno le loro indennità ai Servizi sociali o al tener basse Imu e addizionali fiscali?
Nel dissipare questi dubbi “parrà la nobilitate” di Gugliotti.
A sinistra è già in corso l’ostracismo della dirigenza del Pd e cominciano a venire in superficie le contestazioni a Rocco Loreto per aver voluto a tutti i costi, nepotisticamente, il rientro degli ondivaghi democrat nella sua coalizione, spegnendo entusiasmi e ingenerando malumori: gli stati d’animo più nocivi ad una campagna elettorale, che ha molto delle antiche battaglie campali. E poi incomprensioni che renderanno insipida l’opposizione consiliare e terranno i giovani lontano dalla sinistra.
Infine Rochira e Cristini stanno alla finestra comunale, a costruirsi il domani, dicono i benigni; ad aspettare la loro chiamata d’imbarco sulla neve di Gugliotti, dicono i maligni; e Fli sta alla finestra nazionale per vedere dove va la zattera dei centristi.
E’ cominciata l’arte in cui eccellono i politici italiani: l’attesa, dei tartari che, come per il tenente Drogo, arriveranno dopo la loro uscita dal forte.

 

 

Michele Cristella

lunedì, 28 mag 2012 - 15:02

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