
Manduria, i sindaci del territorio e il medico-consigliere provinciale Punzi al sit-in in difesa dell'Ostetricia
MANDURIA – Scarsa partecipazione al sit-in di protesta all’ingresso dell’ospedale “Giannuzzi” di Manduria contro il trasferimento del reparto di ostetricia a Grottaglie. Qualche donna incinta con i rispettivi mariti, alcuni sindaci dei comuni utenti dell’ospedale, i dipendenti dei reparti interessati e pochissimi cittadini. Così è sembrato che la chiusura di importanti reparti del nosocomio messapico in realtà interessi davvero a pochi.
All’iniziativa organizzata dal “Comitato Pro Giannuzzi”, erano presenti i sindaci dei comuni d Avetrana, Sava, Lizzano, Torricella, Fragagnano, Maruggio e un delegato del commissario straordinario del comune di Manduria, Aldo Lombardo. Assolutamente assenti i partiti. Gli unici ad essersi affacciati alla manifestazione sono stati il segretario autosospeso del Pd di Manduria, Emiliano Pacifico e il consigliere provinciale del Pd, Bartolo Punzi. Presente anche l’ex assessore del comune di Manduria, Luigi Morgante, del Pdl. Una delegazione di manifestanti e i sindaci presenti, poi, si sono recati a Taranto per incontrare il direttore generale della Asl, Fabrizio Scattaglia.
Tutti quanti insieme per chiedere di non chiudere il reparto di ostetrici-ginecologia che dal primo giugno sarà trasferito all’ospedale di Grottaglie. Anzi, la delegazione chiederà al direttore della Asl ionica, il potenziamento della struttura soprattutto in vista della stagione estiva che riversa sui diciotto chilometri di costa appartenenti a Manduria ben centomila presenze per non parlare della popolazione utente dei comuni limitrofi.
A nulla è servita la mobilitazione dell’ultimo anno da parte dei vari comitati contro il depotenziamento dell’ospedale manduriano. Basti pensare che di recente sono state consegnate in Regione ben 13mila firme nelle mani dell’assessore alla Salute che aveva assicurato che il “Giannuzzi” sarebbe stato addirittura potenziato. Nulla di tutto ciò. Anzi, la situazione è peggiorata con seri danni alla popolazione locale e all’immagine della sanità ionica.
Ieri mattina alcune donne incinte hanno stazionato indignate davanti la struttura sanitaria. «E’ una vergogna – è stato il commento generale – che un reparto come la ginecologia che ha sempre funzionato benissimo debba essere penalizzato in questo modo. E’ anche assurdo che tutte le donne nelle nostre condizioni, da Avetrana in giù debbano recarsi a Grottaglie che non è proprio tanto vicino».
Controsensi da ogni parte, dunque. Basti pensare che il reparto della ginecologia- ostetricia è stato interessato da lavori di rifacimento. Un reparto tutto nuovo che sarà costretto a traslocare. Denaro pubblico speso per una struttura che si sta cercando in tutti i modi di depotenziare. Un altro servizio soppresso, fatto che ha scandalizzato l’opinione pubblica, è il trasporto dei malati oncologici, con la solita motivazione della mancanza di fondi. Un danno per il reparto fiore all’occhiello del “Giannuzzi” ma anche per i tanti malati provenienti dai comuni limitrofi.
Simona Scialpi