Venti chili di hashish e due pistole protetti da un grosso cane addestrato a ringhiare soprattutto contro le divise. Città Vecchia si riconferma centrale di spaccio e deposito di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti. Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Taranto diretti dal vicequestore aggiunto Roberto Pititto nel corso di controlli volti al rintraccio di armi e droga hanno recuperato un grosso quantitativo di hashish oltre che due pistole e numerosi proiettili. Al bottino dal valore di parecchie decine di migliaia di euro i poliziotti sono arrivati grazie a un’attenta opera di intelligence.
Intorno alle ore 18 di venerdì i poliziotti hanno perquisito uno stabile diroccato e pericolante in via di Mezzo. Ma gli agenti della Sezione Falchi (diretti dal vicequestore aggiunto Carla Durante) hanno avuto accesso alla struttura solo dopo aver calmato, con non poche difficoltà, un cane di grossa taglia, posto a guardia della struttura che, alla loro vista, ha continuato a ringhiare impedendo loro l’accesso. Nel corso dell’ispezione gli investigatori hanno trovato in diversi punti dello stabile diroccato, nascosti sotto cumuli di macerie, numerosi panetti di hashish, imballati con nastro adesivo da imballaggio e tre confezioni sotto vuoto del peso di un chilogrammo ciascuno, della stessa sostanza stupefacente, probabilmente di provenienza afghana (sull’involucro la dicitura Superafganistan Sharie 2011 impressa).
L’ingente quantitativo recuperato, per un peso complessivo di circa 20 chilogrammi circa, è stato sequestrato. Nel prosieguo dell’operazione, in un altro locale dello stabile, nascosta in un intercapedine, gli agenti hanno scoperto una busta di plastica con all’interno due pistole semiautomatiche corredate da altrettanti caricatori, entrambe calibro 7,65 la prima marca Beretta e l’altra marca Walther, oltre a circa sessanta proiettili dello stesso calibro. Le armi ritrovate erano avvolte in dei panni di stoffa che ne garantivano la perfetta conservazione e funzionalità. Infine in altri punti della struttura sono stati anche recuperati 3 grossi coltelli ed un taglierino le cui lame erano intrise ancora della sostanza stupefacente ritrovata. Indagini sono in corso per accertare la provenienza della sostanza stupefacente e soprattutto per risalire all’identità di chi ne avesse la disponibilità. L’uso dei cani per proteggere spaccio e quantitativi di droga non è nuovo in Città vecchia. A volte nomi di cani sono stati usati per dare l’allarme. Nel 2007 i Carabinieri hanno smantellato una fitta rete dello spaccio con l’ausilio delle telecamere che hanno incastrato 16 pusher. Smerciavano le dosi in pieno giorno e all’arrivo di una pattuglia delle forze dell’ordine scattata l’allarme. Fingevano così di chiamare il cane ma i militari si sono accorti che troppi cani avevano quel nome. Uno dei segnali per allertare gli spacciatori consisteva nel ripetere a gran voce “Ettore … Ettore” aizzando i cani e facendoli abbaiare fragorosamente.