Bufera sull’impero di uno dei più noti imprenditori tarantini del ramo automobili: ieri mattina i militari della Guardia di Finanza hanno eseguito il sequestro preventivo “per equivalente” di immobili per oltre 4,5 milioni di euro nei confronti dell’imprenditore e presidente del Taranto Calcio Enzo D’Addario. Il provvedimento è stato eseguito dai militari del nucleo di polizia Tributaria e ha riguardato l’elegante palazzina che si trova in centro, in via Anfiteatro. Una notizia che si è diffusa velocemente in città tanto che l’avvocato dell’imprenditore tarantino, Antonio Raffo, ha reso note alcune precisazioni in merito alla questione fiscale che vede al centro D’Addario. Si tratta come spiegano gli investigatori che hanno eseguito le indagini e il provvedimento emesso dal gip Patrizia Todisco su richiesta del pm Filomena Di Tursi di un sequestro “per equivalente” – ex art. 321 c.p.p. – riguardante beni immobili ubicati nel centro cittadino, per un valore complessivo di oltre 4,5 milioni di euro. Il provvedimento dell’Autorità giudiziaria scaturisce da una verifica fiscale eseguita dalle Fiamme gialle nel corso della quale sono stati accertati, per i periodi d’imposta dal 2009 al 2011, omessi versamenti di Iva e ritenute per un importo corrispondente alla suddetta somma. Nei confronti del rappresentante legale della società sono state contestate violazioni penali agli articoli 10-bis (omesso versamento di ritenute certificate), 10-ter (omesso versamento di Iva) e 10-quater (indebita compensazione) del D.lgs. 74/2000. «La norma – spiega il comando provinciale della Guardia di Finanza di Taranto diretto dal colonnello Salvatore Paiano – consente l’applicazione dell’istituto del sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente di beni o disponibilità per un valore pari al profitto del reato, nel caso di specie corrispondente all’imposta evasa dall’imprenditore». Nella precisazione del legale della società però è chiarito che l’imprenditore aveva già da tempo attivato nei confronti della Agenzia delle Entrate di Milano le procedure per la rateizzazione del debito, tanto che già la medesima Agenzia, esaminate le prime istanze, aveva dato riscontro ammettendo il contribuente al pagamento rateale in corso di esecuzione.
Il legale della società: “Le somme erano correttamente riportate nei bilanci della società”
Quasi immediata la presa di posizione del legale di Enzo D’Addario in merito al sequestro preventivo di beni effettuato dalla Guardia di Finanza di Taranto. Di seguito riportiamo in maniere integrale il comunicato stampa.
«Il sottoscritto avv. Antonio Raffo ha ricevuto incarico dalla società D’Addario.it di D’Addario Bartolomeo s.a.s. , in persona del suo legale rappresentante dr. Vincenzo Bartolomeo D’Addario, di rendere chiarimenti con riferimento alle notizie odierne emerse attraverso mezzi mediatici e relative al contenuto di un comunicato stampa diramato dalla Guardia di Finanza, Comando Provinciale di Taranto, circa un sequestro preventivo per equivalente riguardante beni immobili ubicati nel centro cittadino eseguito dalla G. di F. la mattina dell’11-05-2012 su ordine del gip di Taranto ed in danno di un imprenditore operante nel settore del commercio di autoveicoli … operante nel capoluogo ionico per taluni reati di carattere fiscale a lui contestati.
Posto che il comunicato – pur privo della indicazione del nominativo del dr. Vincenzo Bartolomeo D’Addario ma ben fornito di notizie di supporto – riconduceva facilmente alla sua persona ed alla sua azienda, deve rilevarsi che il contenuto dello stesso merita taluni chiarimenti al fine di evitare facili strumentalizzazioni.
La società D’Addario.it di D’Addario Bartolomeo s.a.s. risulta debitrice verso l’Agenzia delle Entrate di alcune somme di danaro riconducibili a mancati versamenti nei termini di legge di ritenute quale Sostituto d’Imposta, di somme per Imposta sul Valore Aggiunto.
Tali somme risultavano correttamente riportate nei bilanci della società, come del resto rilevato dal personale della stessa Guardia di Finanza, che ne ha dato pienamente atto ai responsabili della società D’Addario.it s.a.s., complimentandosi con loro.
Peraltro, la società D’Addario.it s.a.s. aveva già da tempo attivato nei confronti della Agenzia delle Entrate di Milano le procedure per la rateizzazione del debito, tanto che già la medesima Agenzia delle Entrate, esaminate le prime istanze, aveva dato riscontro ammettendo il contribuente al pagamento rateale in corso di esecuzione.
L’operazione di sequestro quindi risulterebbe essere solo un provvedimento di tipo cautelare/preventivo, peraltro caduto su beni immobili, il cui valore è decisamente di gran lunga superiore all’importo dovuto dalla società alla Agenzia delle Entrate.
È superfluo dire che la società D’Addario.it s.a.s. avrà cura di avviare ogni iniziativa utile in sede giudiziaria al fine di salvaguardare la sua immagine e la sua correttezza comportamentale».