Dopo le rimostranze, il Comune toglie i voti di preferenza dal sito. La questione del premio di maggioranza

Elezioni, “azzerati” i candidati

Scarcia vicesindaco se Stefàno viene rieletto. Quasi fatto l'accordo tra Cito e Pdl

Voti di preferenza azzerati, premio di maggioranza al centro delle discussioni e delle interpretazioni tra i partiti, percentuali dei voti di lista ridefiniti dal Viminale: ovvero il caos all’indomani della pubblicazione, sul sito del Comune di Taranto, dei voti di preferenza dei singoli candidati. A determinare questo mini terremoto le proteste di numerosi candidati alla carica di Consigliere comunale  i quali, in alcuni casi, non si sono visti tornare i conti tra quanto comunicato loro dai rappresentanti di lista presenti nei seggi e quanto, poi, riportato, nel sito del Comune di Taranto. A tutto questo si aggiunge il fatto che ci sono circa 5mila schede nulle che potrebbero restituire voti a questo o a quel candidato una volta che l’ufficio elettorale avrà ultimato le procedure di controllo sui verbali delle 191 sezioni. Intanto la determinazine dei candidati consiglieri ha determinato questa decisione prudenziale da parte del Comune di Taranto. Come nel caso di Nicola Vitale, candidato con La Puglia per Vendola-Psi. «Nella sezione 88 della scuola Lorenzini – racconta – ho ottenuto 22 voti. Quando poi ho controllato nel sito del Comune di Taranto ho constatato che il dato riportato per quella sezione era zero. Stamattina (ieri per chi legge, ndr) ho protestato vibratamente». Ragion per cui, per cautela (con molta probabilità dovrebbe trattarsi di semplici errori di trascrizione), il Comune ha deciso di azzerare i dati riportati e attendere, così, ciò che sancirà con la proclamazione degli eletti l’Ufficio elettorale. Quelli saranno, infatti, gli unici dati ufficiali.
Ma a tenere banco è anche la questione del premio di maggioranza assegnato alla coalizione che sostiene la candidatura del sindaco Stefàno. Intanto il Viminale ha ridefinito le percentuali delle coalizioni parametrandole  alla percentuale calcolata sui voti validi ai candidati a sindaco. Per cui la coalizione di Stefàno passa dal 54,98% al 50,81% (mantenendo inalterato il premio di maggioranza); la coalizione di Cito dal 17,34% al 16,02%; quella di Angelo Bonelli dal 7,60% al 7,02%; la coalizione di Condemi dal 7,84% al 7,25%; i tre partiti di Dante Capriulo dal 3,63% al 3,36%; Io Sud di Di Cuia dal 2,53% al 2,34%; 5Stelle dall’1,86% all’1,72%; Galaesus di Festinante dall’1,94% all’1,79%; CambiAmo Taranto che candidava Patrizio Mazza dall’1,10% all’1,02%; il Movimento Schiuttili di Licia Bitritto dallo 0,53% allo 0,49%; Taranto c’è dallo 0,59% allo 0,55%.
Come detto, per la coalizione di centrosinistra non cambia nulla rispetto al premio di maggioranza ma qui c’è chi interpreta la norma sostenendo che Mario Cito, in caso dovesse vincere il ballottaggio, potrebbe aspirare al premio di maggioranza evitando, così, la cosiddetta “anatra zoppa”. In pratica, tutto sarebbe collegato all’interpretazione del comma 10 dell’articolo 73 del Testo unico sugli Enti locali secondo il quale nel caso in cui una lista o una coalizione di liste supera il 50% più uno non c’è più il premio di maggioranza.
«Il Consiglio di Stato – spiega Fiore Petrelli, coordinatore cittadino di Fli – in diverse sentenze ha sancito che il 50% più uno va calcolato non sui voti delle liste ma su quello ai candidati sindaci». Come, del resto, ha fatto il Viminale ridefinendo le percentuali. «Per cui il 54% al centrosinistra – aggiunge Petrelli – è un errore matematico. In questo caso – conclude – il centrosinistra supera la soglia solo dello 0,8% che se confermato in sede di revisione Mario Cito potrebbe, per paradosso, rientrare nella possibilità del premio di maggioranza».  Disquizioni tecniche che, però, dovrebbero mettere al riparo Stefàno e la sua coalizione dal momento che la revisione del Viminale ha posto il centrosinistra al 50,81%.
Intanto, ancor prima della sua probabile elezione a sindaco, cominciano le rogne per Ezio Stefàno. A quanto, pare, infatti, l’area che si rifà a Michele Pelillo starebbe spingendo perchè, una volta eletto, nomini vicesindaco l’attuale segretario cittadino del Pd, Sergio Scarcia, anche se il diretto interessato smentisce. A scaldare i motori sono anche gli assessori uscenti rieletti in Consiglio (come Bitetti, Spalluto e Cataldino) che aspirano a mantenere la delega assessorile proprio perchè  confortati da un robusto consenso elettorale.
Sul fronte degli apparentamenti, se il centrosinistra sicuramente non ne farà sembra invece, secondo fonti vicinissime ad AT6, quasi fatto l’accordo tra Mario Cito e il Pdl. Un accordo che sembra trovare resistenze in parte del partito di Alfano orientata più a compattare l’aggregazione in un’ottica di progettazione futura piuttosto che in termini numerici nudi e crudi. A quanto pare, però, sembra che Cito abbia contattato anche Angelo Bonelli alla cui coalizione sembrerebbe disposto ad assegnare la delega all’Ecologia. Ma questa è tutta un’altra storia.

giovedì, 10 mag 2012 - 18:15



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